Il calcio italiano dice addio a Igor Protti, che si è spento dopo aver combattuto fino all'ultimo contro la malattia. Neppure un mese fa, piegato dalla stanchezza e dalle cure pesanti a cui si era sottoposto, aveva trovato la forza di realizzare il desiderio che teneva più stretto: accompagnare all'altare la figlia Noemi.

L'ULTIMO GESTO DA PADRE - Quella camminata lungo la navata della chiesa resterà l'immagine più nitida dei suoi ultimi giorni. Sorretto dal figlio, provato dalla battaglia contro il tumore, Protti aveva percorso quei pochi metri con lo sguardo fiero e colmo d'amore rivolto alla figlia. Una promessa mantenuta, il traguardo che si era imposto di tagliare a ogni costo.

IL SALUTO DI NOEMI - Nel giorno in cui suo padre se n'è andato, Noemi ha scelto di affidarlo al ricordo di tutti con un messaggio che commuove, costruito attorno alla metafora che meglio gli apparteneva, quella del campo: «Le persone vedono il fischio finale, noi Ba abbiamo vissuto con te tutti i 90 minuti contro questo avversario bastardo, subdolo. La gente, come nelle partite di calcio, vede il risultato al 90esimo minuto, non gli altri 89. Te non hai perso Ba perché chi ti è stato vicino davvero sa quante cose sei riuscito a fare in questo anno, quanti traguardi, a partire dall'essere riuscito a vedere il film, il TUO film. CHI C'È SEMPRE STATO SA. Sono stati 90 minuti dove abbiamo cercato di andare avanti, di godersi ogni giornata ma con un dolore dentro immenso. Il tuo 90esimo minuto era portarmi all'altare, ci sei riuscito e non ti ringrazierò mai abbastanza per questo. A presto Ba La tua Chicchis».

Parole che dicono più di qualsiasi statistica chi sia stato davvero Igor Protti: un uomo capace di trasformare anche la partita più dura in una lezione di dignità e di amore.

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Sezione: Altre news / Data: Ven 19 giugno 2026 alle 12:13
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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