Il calcio italiano piange Igor Protti. Lo Zar, simbolo di un'epoca e idolo delle piazze di provincia, si è spento a 58 anni dopo aver combattuto per circa un anno contro la malattia.

L'ULTIMA BATTAGLIA - Quel «sgradito ospite», come lui stesso aveva ribattezzato il male che lo aveva colpito, non ha concesso sconti. Negli ultimi mesi aveva attraversato fasi difficili, alternate a piccole riprese, affrontando ogni cosa con la sincerità disarmante che i tifosi gli avevano sempre riconosciuto, oltre ai gol. Di partite ne aveva vinte tante, ma quella contro il tumore al colon, una sfida fin dal principio in salita, si è rivelata l'unica impossibile da ribaltare. Senza però scalfire la dignità di uno dei volti più amati del calcio anni Novanta e Duemila.

UNA CARRIERA UNICA - A parlare per lui restano i numeri di un percorso straordinario: laurearsi capocannoniere in Serie A, Serie B e Serie C è riuscito a pochissimi nella storia. Protti ha corso, lottato e segnato in ogni categoria, dagli esordi a Rimini alla consacrazione a Bari, fino all'approdo a Livorno nel 1999. Da quel giorno il suo destino e quello della città si sono intrecciati per sempre, anche dopo il ritiro. Soprannominato lo Zar, resta inoltre l'unico ad aver vinto la classifica marcatori della Serie A con una squadra – il Bari – poi retrocessa: l'ennesimo primato di una carriera fuori dal comune.

GLI ULTIMI MESI - Gli ultimi capitoli hanno riguardato soprattutto l'uomo. Nel dicembre 2025 era stato tedoforo nella staffetta che ha portato a Livorno la fiamma olimpica di Milano Cortina; il 3 gennaio 2026 aveva ricevuto la "Livornina d'oro", la massima onorificenza cittadina. E poche settimane fa aveva commosso l'Italia: nonostante la sofferenza, aveva voluto accompagnare all'altare la figlia Noemi nel giorno delle nozze, dedicando agli sposi parole tenerissime: «Che il mondo vi regali un mondo di serenità. Coltivate ogni giorno il vostro amore».

Se ne va un campione vero, capace di far innamorare di sé un calcio intero, ben oltre i confini di Livorno e Bari. Ciao Igor: il pallone di provincia, e non solo, perde uno dei suoi miti più sinceri.

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Sezione: Serie A / Data: Ven 19 giugno 2026 alle 09:28
Autore: Daniele Luongo
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