Ci sono addii che non ti aspetti mai, e poi ci sono quelli che il calcio prepara in silenzio prima che tu possa rendertene conto. Quello di Berat Djimsiti dall'Atalanta non sarebbe un tradimento né una fuga: sarebbe la naturale conclusione di un ciclo straordinario, il settimo capitolo di un romanzo che ha regalato a Bergamo uno dei difensori più longevi e affidabili dell'era moderna. Il segnale arriva dall'Albania: secondo le voci captate negli ambienti calcistici albanesi — e ricostruite da L'Eco di Bergamo, che ha approfondito la situazione — l'Olympique de Marseille avrebbe messo nel mirino il 33enne difensore di Zurigo, il cui contratto con la Dea è scaduto il 30 giugno 2026. Il che significa una cosa sola: da luglio, Djimsiti è libero di firmare dove vuole.
UN DECENNIO IN NERAZZURRO, 328 PRESENZE - Per capire il peso di questa eventuale partenza bisogna partire dai numeri. Berat Djimsiti è il quarto atalantino di sempre per presenze in maglia nerazzurra: 328 gettoni all'attivo, raggiunti progressivamente mentre davanti a lui scalavano le posizioni soltanto Marten de Roon (438), Gianpaolo Bellini (435) e Mario Pašalić (337). Dal gennaio 2016, quando Luca Percassi lo prelevò dal Lugano a parametro zero portandolo a Bergamo insieme a Remo Freuler in una delle intuizioni più geniali della storia del club, Djimsiti ha attraversato ogni fase dell'era nerazzurra: dai play-off di Europa League all'avventura in Champions, fino alla notte di Dublino con la fascia da capitano al braccio e l'Europa League alzata contro il Bayer Leverkusen. Una bandiera, nel senso più autentico del termine.
IL QATAR AVEVA PROVATO, LUI AVEVA DETTO NO - L'estate scorsa, l'Al-Rayyan aveva tentato di strapparlo all'Atalanta con un'offerta da capogiro: oltre sei milioni di euro netti a stagione, una cifra che avrebbe rappresentato l'accordo più remunerativo della sua carriera. Djimsiti aveva rifiutato senza troppi tentennamenti, dichiarando pubblicamente la volontà di restare a Bergamo. Oggi il contesto è cambiato radicalmente: il contratto non è stato rinnovato, e con esso l'ancoraggio formale che lo legava alla Dea. Non è ancora un addio annunciato, ma il quadro si è complicato. Nove anni di storia europea hanno abituato l'Atalanta a gestire cambi generazionali anche dolorosi: è il prezzo del ciclo vincente.
IL FATTORE TATTICO: DIFESA A TRE CONTRO DIFESA A QUATTRO - C'è poi una ragione tecnica che rende la storia ancora più comprensibile. Djimsiti è stato plasmato da Gasperini in una difesa a tre: è il suo habitat naturale, quello in cui ha espresso il meglio di sé per quasi un decennio. Maurizio Sarri, invece, porta a Bergamo un sistema radicalmente diverso: il 4-3-3 che ha contraddistinto l'intera sua carriera richiede terzini affidabili e centrali capaci di difendere in linea con i principi del pressing alto. Sono caratteristiche diverse da quelle di un difensore formato nella difesa a tre, abituato a leggere il gioco con una copertura centrale strutturalmente diversa. Non significa che Djimsiti non potrebbe adattarsi, ma la coincidenza tra la scadenza del contratto e il cambio di sistema tattico racconta già molto del futuro prossimo.
IL SOGNO GILA, IL PIANO B ROMAGNOLI - Per costruire la nuova retroguardia sarriana, la Dea ha le idee chiare. Il profilo ideale resta Mario Gila, il difensore spagnolo della Lazio che è esploso proprio durante le stagioni del Comandante a Formello: tecnico, rapido nelle letture, naturalmente portato all'impostazione dal basso. La Lazio, però, chiede circa 40 milioni per lasciarlo partire, e il pressing di Milan e Inter complica ulteriormente la trattativa. Un obiettivo concreto ma tutt'altro che semplice. Ecco perché sul tavolo di Giuntoli c'è anche l'opzione Alessio Romagnoli: 31 anni, compagno di Gila nella difesa laziale, considerato tra i possibili partenti dal nuovo allenatore biancoceleste Gennaro Gattuso. È il tipo di mossa ragionata che caratterizza le sessioni di mercato intelligenti: il sogno in cima, il piano B a portata di mano. Il difensore di Anzio avrebbe un valore di mercato sensibilmente inferiore a quello di Gila, e offrirebbe garanzie di esperienza e leadership all'interno di un reparto che deve reinventarsi.
Dieci anni, trecento e passa partite, una coppa alzata con la fascia da capitano. Qualsiasi cosa accada nella prossima estate, la storia di Berat Djimsiti con l'Atalanta è già leggenda. Il futuro, adesso, dipende da quante offerte arriveranno su quel foglio bianco che si chiama svincolo.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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