Calcoli, ambizioni, sogni di gloria e fantasmi da scacciare. È in questa cornice complessa e intrigante che si inserisce la Pasqua calcistica dell’Atalanta, chiamata a misurarsi con il Milan a San Siro per una partita che vale più dei semplici tre punti in palio. Per la squadra di Gasperini, in fondo, è arrivato il momento di scegliere: consolidare definitivamente il proprio status tra le grandi d’Italia o rischiare un finale di stagione di rincorsa.
UNA CLASSIFICA DA DIFENDERE
Il quadro numerico parla chiaro: l’Atalanta è terza a quota 61, a +4 sul Bologna, distante ormai cinque punti virtuali in virtù degli scontri diretti. Gasperini, con il pragmatismo che lo contraddistingue, ha fissato l’obiettivo minimo in nove punti per blindare la Champions, lasciandosi aperta la strada verso un finale senza affanni. La vittoria con il Bologna ha spezzato una striscia negativa di tre sconfitte dolorose con Inter, Fiorentina e Lazio, e ha restituito sicurezza, gol e intensità a una squadra che sembrava improvvisamente essersi smarrita.
IL MILAN TRA DUBBI E DERBY
Dall’altra parte - presenta il match L'Eco di Bergamo -, il Milan resta un grande punto interrogativo. Sergio Conceição, alle prese con un campionato anonimo (noni a quota 51 punti, a -10 dall’Atalanta), non ha ancora trovato l'identità tattica definitiva, nonostante il recente passaggio alla difesa a tre che ha portato buoni risultati a Udine. Tuttavia, la testa dei rossoneri potrebbe già essere al derby di Coppa Italia contro l'Inter di mercoledì, un bivio decisivo per conquistare l'Europa League, forse unica vera via d'accesso alle coppe rimasta a disposizione. Che il Milan possa avere distrazioni è una possibilità concreta, e l’Atalanta ha il dovere di approfittarne.
DUBBI E CERTEZZE DI GASPERINI
La formazione nerazzurra arriva alla sfida con assenze pesanti, su tutte quella di Kolasinac, perno della retroguardia, fermato da un grave infortunio al ginocchio. In difesa Gasperini è chiamato a una scelta delicata: affidarsi all'esperienza di Toloi oppure rischiare subito Kossounou, rientrato dopo oltre tre mesi di stop. Davanti, invece, i riflettori sono puntati su Lookman e Pasalic: dal primo ci si aspetta un ritorno al gol fondamentale dopo il lungo digiuno post-Juve, dal secondo quella continuità di rendimento e di reti decisive che lo hanno reso spesso protagonista delle vittorie atalantine.
SAN SIRO, TEMPIO DELLE RIMONTE
Occhio però ai dettagli, perché a San Siro nulla è mai definitivo, specie quando a sfidarsi sono squadre abituate alle rimonte. Milan e Atalanta, insieme al Bologna, guidano la speciale classifica delle squadre che più hanno raccolto punti da situazioni di svantaggio. Quindici per i nerazzurri, sedici per i rossoneri: ciò significa che segnare per primi potrebbe non bastare. Servirà l’Atalanta da trasferta, quella capace di collezionare 12 risultati utili consecutivi prima dello stop di Firenze, quella che non si disunisce mai.
UNA NOTTE PER SCRIVERE IL FUTURO
A San Siro saranno in oltre 72mila, compresi 2388 tifosi bergamaschi pronti a colorare di nerazzurro il settore ospiti. Ma soprattutto, per l’Atalanta, sarà il momento ideale per scrivere una pagina definitiva della propria stagione, il punto d’arrivo e di ripartenza verso l’Europa che conta davvero. È la serata in cui i calcoli lasceranno il posto al cuore, la razionalità alla passione.
Perché, in fondo, la Champions si conquista proprio così: nei momenti in cui tutto sembra possibile e niente appare scontato. E la Dea, a San Siro, ha la chance di rendere reale ciò che, fino a ieri, era solo un sogno.
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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