In un’estate di cambiamenti, tensioni e interrogativi, l’Atalanta si è presentata ai nastri di partenza della nuova stagione con più dubbi che certezze. Il mercato ha diviso la piazza, il caso Lookman è ancora lontano da una vera risoluzione e l’arrivo di Juric, dopo l’era Gasperini, impone un confronto scomodo quanto inevitabile. Ne abbiamo parlato con Andrea Losapio di Tuttomercatoweb.com, che non ha risparmiato perplessità, valutazioni taglienti e spunti interessanti su quello che sta accadendo a Bergamo.
Andrea, che voto dai al mercato dell’Atalanta?
«Dipende molto da quello che succederà con Lookman, perché non è chiaro come verrà gestito - confida Andrea Losapio, da anni riferimento per TMW sulla Dea, in esclusiva ai nostri microfoni di TuttoAtalanta.com -. L’Atalanta non può permettersi un altro caso Koopmeiners come l’anno scorso, quando voleva andare via da solo. In quel caso era arrivata anche un’offerta congrua, invece per Lookman non è stata ritenuta tale. Bisogna capire se tornerà a fare quello che ha sempre fatto oppure no. Questo cambia tutto. Al momento do un 5: non la sufficienza, perché sono arrivati giocatori discreti ma nulla di più. Ahanor è promettente ma costato 20 milioni. Sulemana è retrocesso ultimo in una delle peggiori squadre d’Europa. Spero di essere smentito, ma vedo poca qualità negli acquisti. Non mi dispiace Musah, perché serviva un’alternativa a Ederson, De Roon, Pasalic. Però 25 milioni per Krstovic sono tanti: con 11 gol e 6 assist possono andar bene, ma a quella cifra ti aspetti un attaccante da 20 gol. Magari diventerà come Retegui, ma io sono un po’ pessimista, anche visto il modo di giocare di Juric».
La tifoseria è divisa su Lookman. Potrebbe diventare un problema?
«C’è già un problema. La società pensa che se torna e segna 2/3 gol è tutto risolto. Per me la frattura c’è. Lookman ha sbagliato, ma forse la società gli aveva promesso qualcosa. Un anno fa, con un’offerta da 42 milioni più bonus, sarebbe stato ceduto. La vicenda Retegui ha spostato l’ago della bilancia su di lui».
Ti aspettavi un avvio con due pareggi, contro Pisa e Parma? Dove hai visto i maggiori problemi?
«Dal Pisa, neopromosso, e dal Parma, che con la Juve aveva fatto bene ma l’anno scorso si è salvato a fatica, mi aspettavo di più. Ho visto difficoltà nel creare occasioni e gioco. Non è più l’Atalanta di Gasperini. Juric è diverso, anche se suo discepolo. Per ora non vedo bene né lui né il contorno. Ripeto: il mercato non mi è piaciuto. Juric è un buon allenatore, ma dopo l’ultima esperienza è difficile rivendersi. E soprattutto arriva dopo Gasperini, che in 9 anni ha cambiato la dimensione dell’Atalanta».
Gli scommettitori danno la panchina di Juric come la prima a rischio esonero.
«Improbabile. Almeno 8-10 partite gliele danno, anche perché la squadra è forte e qualche punto arriverà. Juric non ha ancora perso, ma non ha nemmeno vinto: troppo presto. Ricordo Gregucci, esonerato dopo 4 sconfitte. Gasperini fece 3 punti nelle prime 5 e rischiò dopo Palermo, poi fece il filotto. Credo che Percassi abbia imparato ad aspettare. È chiaro, però, che è più facile esonerare Juric che un Palladino: Juric era criticato già prima di arrivare».
A livello di singoli, chi ha deluso?
«Premetto che il calcio resta collettivo. Ho visto bene il rientro di Scamacca. L’assenza di Ederson e Lookman pesa. Non mi convince Maldini. Già dal mercato invernale, quando l’Atalanta era prima, presentarsi con Maldini non mi ha convinto. Idem Sulemana: pagato 25 dal Sunderland, oggi al massimo da Toro. Se devo prendere Maldini o Sulemana, allora scelgo un Elmas. Musah è giovane e buono, farà bene, ma il prezzo pagato dal Milan è alto. Ho visto spese non logiche: 25 per un centrocampista, 17 per Zalewski, 20 per Ahanor, 13 per Maldini. Per me sono soldi buttati. E io sono sempre stato il primo a criticare i Percassi quando tiravano indietro la mano: ma così è l’opposto».
Chi invece ti ha impressionato positivamente?
«Zalewski non ha fatto male, a parte un mezzo errore col Pisa. Krstovic l’ho visto spesso: attaccante puro, accentra molto il pallone, ha qualità sotto porta ma difficoltà in altre cose. Vedremo. Ma, ripeto, la costruzione della rosa non mi ha convinto».
Quindi dove collochi l’Atalanta in classifica?
«Tra il sesto e il nono posto».
Le tue favorite per lo scudetto?
«Il Napoli, su tutti. Poi Juventus, Inter e Milan. Per me il Napoli è la più forte. La Juve con Tudor non entusiasma ma è solida, ricorda il Milan di Capello: non vince 5-0, ma è ordinata e non prende gol. Può arrivare fino in fondo».
Con il Lecce bisogna per forza vincere?
«Direi di sì. Ci sta l’entusiasmo del Pisa al debutto, poi il pareggio a Parma, ma adesso i punti pesano. Siamo già a -4. Se perdi e una delle prime vince, vai a -7; se pareggi, a -6, dopo due gare in casa con squadre che lottano per salvarsi. Poi arriveranno Fiorentina, Toro, Bologna. I punti devi farli. Juric è stato anche sfortunato: contro big come Inter o Roma avrebbe potuto giocare il suo calcio più congeniale. Invece ha avuto l’obbligo di vincere e non ci è riuscito».
E quella dopo, con il Paris Saint-Germain?
«Quella non vale, puoi anche perderla. Deve essere una festa, come all’inizio in Champions. L’Europa League puoi vincerla, ma la Champions è lontanissima. Arrivare ai quarti oggi è impossibile. Poi magari dopo la pausa Nazionali tornerà a filare tutto come se ci fosse ancora Gasperini, ma io resto dubbioso».
Il giudizio di Andrea Losapio sul mercato dell’Atalanta non è sufficiente: tra acquisti considerati troppo costosi, scarsa qualità complessiva e un caso Lookman ancora tutto da risolvere, la Dea rischia di pagare un prezzo alto nella prima stagione post-Gasperini. Juric, chiamato a portare avanti un’eredità pesante, dovrà trovare subito la quadra, perché i punti iniziano già a pesare. La partita con il Lecce diventa così un primo crocevia. E se l’Europa resta un sogno possibile, servirà un cambio di passo immediato per evitare che il campionato prenda una piega in salita già a settembre.
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