L'Atalanta non si piega, incassa il colpo e reagisce con la forza delle grandissime squadre. La vittoria in rimonta contro il Napoli, capolista finora infallibile quando passata in vantaggio, certifica la definitiva consacrazione del gruppo guidato da Raffaele Palladino. Intervenuto ai microfoni di DAZN, l'allenatore campano ha tracciato il bilancio di una serata perfetta, esaltando la crescita esponenziale dei suoi ragazzi dal primo incrocio stagionale contro gli azzurri. Tra la lucida analisi tattica che ha portato all'ingresso decisivo di Samardzic e la ferma e pacata replica alle polemiche innescate dalla dirigenza partenopea sull'episodio da rigore, il condottiero atalantino blinda il risultato e suona la carica in vista della cruciale notte europea contro il Borussia Dortmund. Ecco quanto evidenziato da TuttoAtalanta.com:
Mister, aver chiuso il primo tempo in svantaggio e aver poi ribaltato un Napoli che quest'anno non aveva mai dilapidato punti da una situazione di vantaggio, è l'ennesima prova di forza. Nelle tre mensilità della sua gestione, a parte il pareggio di Como in dieci uomini, avete sempre risposto a una sconfitta con una vittoria. È proprio questa straordinaria capacità di reazione la caratteristica più impressionante della sua Atalanta?
«Assolutamente sì. Credo fermamente che la squadra abbia raggiunto una maturità e una consapevolezza nei propri mezzi davvero fuori dal comune. Voglio ricordare a tutti che solamente tre mesi fa eravamo scesi in campo al San Paolo contro il Napoli e avevamo incassato una dura sconfitta per 3-1. Da quel preciso istante abbiamo intrapreso un percorso meraviglioso insieme, costellato di tantissime partite e prestazioni positive, affrontando anche momenti di oggettiva difficoltà da cui siamo sempre venuti fuori crescendo ulteriormente. Adesso abbiamo raggiunto un livello di autostima clamoroso. Siamo estremamente felici e orgogliosi di questa prestazione, perché oggi abbiamo lanciato un segnale forte: ci siamo anche noi, vogliamo continuare a scalare la classifica e a migliorare giorno dopo giorno. Questa partita, vinta con questo cuore, ci inietta anche una dose massiccia di energie positive in vista dell'imminente e decisiva sfida di Champions League di mercoledì».
A proposito del big match, avrà sicuramente avuto modo di ascoltare il durissimo sfogo del direttore sportivo azzurro, Manna, in merito al controverso contatto in area tra Hojlund e Hien. Le dà fastidio che una vittoria così volitiva e meritata possa essere in parte offuscata da queste polemiche arbitrali nella narrazione post-gara? E qual è la sua personale valutazione dell'episodio?
«Ho visto l'episodio in questione e, in tutta onestà, la dinamica mi sembra cristallina. Dal mio punto di vista, noto semplicemente che il mio difensore, Isak Hien, affronta Hojlund in un duello uno contro uno ed è nettamente in vantaggio rispetto all'avversario. Rivedendo le immagini, e avendo anche chiesto conferma diretta al ragazzo a fine partita, si nota in modo inequivocabile una vistosa trattenuta: Isak viene agganciato per il braccio e trascinato a terra. Per me non c'è assolutamente nulla da sindacare o da inventare, è un fallo netto, chiaro ed evidente, perché il contatto c'è tutto e impedisce al mio giocatore di intervenire. Quando si verificano contatti del genere in area di rigore, la discrezionalità spetta all'arbitro, che ha valutato correttamente. Comprendo umanamente la posizione del Napoli e l'amarezza per la sconfitta, ma sinceramente io in quell'azione non ci vedo nessuno scandalo, è tutto molto solare. Detto questo, non mi va di focalizzare l'attenzione sugli episodi arbitrali. È stata una partita bellissima, vibrante e molto equilibrata, giocata a viso aperto contro un Napoli fortissimo e allenato in maniera impeccabile. È stata una grande battaglia sportiva e noi ci godiamo la felicità immensa di averla vinta con i nostri meriti».
Spostandoci sull'analisi tattica, la squadra ha trovato due gol di testa e la rete decisiva è arrivata da Samardzic, che ha incornato in rete con il tempismo di un centravanti puro. Aveva pianificato a tavolino questa trasformazione della squadra in corso d'opera, immaginando l'utilizzo di Sulemana per logorare la difesa e l'inserimento di Samardzic per far saltare il banco nella ripresa?
«Certamente. Quando mi siedo a preparare una partita, non mi limito mai a studiare l'approccio per i primi quarantacinque minuti. Nella mia testa devo avere chiaro il primo tempo, lo sviluppo della ripresa, le tempistiche dei cambi e persino le varianti in caso di espulsioni o negli infuocati ultimi dieci minuti. Si giocano tante mini-partite all'interno dei novanta minuti. L'idea tattica di partenza era esattamente questa: volevo una squadra molto più verticale nel primo tempo, consapevole che il Napoli ci avrebbe affrontato con coraggio accettando i duelli uomo contro uomo a tutto campo. Ho schierato Sulemana proprio per la sua capacità di sfiancare la retroguardia avversaria: ha fatto un grandissimo lavoro, costringendo un difensore roccioso come Buongiorno a uscire dalla linea e attaccando sistematicamente la profondità. È vero, nella prima frazione siamo risultati forse un filo sterili in avanti, pur mantenendo un perfetto equilibrio rotto solo da un loro gol su palla inattiva. Nel secondo tempo ho deciso di rimescolare le carte: ho inserito Samardzic nella sua mattonella preferita per allargare le loro maglie difensive. Poi siamo stati straordinari per qualità, cinismo e capacità di occupare l'area di rigore. Sono immensamente felice per Lazar: è un ragazzo d'oro che ultimamente aveva trovato un po' meno spazio. In settimana ci ho parlato a quattr'occhi, chiedendogli di darci una mano pesante in zona offensiva viste le nostre defezioni, ed è stato perfetto nel subentrare e riempire l'area con i tempi giusti. Io insisto in maniera maniacale sull'importanza di attaccare e riempire l'area avversaria. Oggi non solo lui, ma tutti i giocatori subentrati dalla panchina hanno sprigionato un'energia vitale che ci ha permesso di vincere questa grande sfida».
Consapevolezza, cinismo tattico e un gruppo granitico in cui ogni pedina sa essere decisiva. Il tecnico nerazzurro si gode tre punti d'oro che rilanciano l'Atalanta nell'Olimpo del campionato, scaldando i motori per la tanto attesa rimonta in Champions League.
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