HAPOEL TEL AVIV-ATALANTA 0-1 (p.t. 0-0) - Andata 0-0
72' Scamacca (A)
La qualificazione alla League Phase di Conference League è in cassaforte, ma il modo in cui è arrivata ha lasciato più di uno strascico. Collegato dall'Ungheria per Radio Dea, sul canale YouTube dell'emittente, al fianco del collega Fabio Gennari, Pietro Serina ha consegnato un'analisi durissima e senza filtri del primo tempo nerazzurro, arrivando a sostenere che l'unico modo per cancellare le vergogne di questo primo tempo sia alzare il trofeo. Nel suo intervento c'è tutto: l'ossessione della costruzione dal basso, Gaetano schermato dal 4-2-3-1 avversario, la mancanza di coraggio nel cambiare prima dell'intervallo, la svolta della ripresa affidata alle palle lunghe, l'applauso sincero al tifo dell'Hapoel e, in chiusura, l'invito alla pazienza. Ecco quanto evidenziato da TuttoAtalanta.com
Pietro, l'Atalanta passa il turno e vola in Conference League da testa di serie numero uno: qual è la sua lettura?
«Siccome io sono realista, dico che l'unico modo per cancellare le vergogne di questo primo tempo è vincere il trofeo. Nel primo tempo l'Atalanta… scusatemi, dico una cosa grave, lo so, perché nella vita ci si vergogna di ben altro, ma qui stiamo parlando di sport: io mi sono vergognato all'intervallo di quello che stavamo facendo. Un'Atalanta indecente, un'incapacità di fare calcio».
Torniamo allora a quel primo tempo: che cosa non ha funzionato?
«Mi sono vergognato perché il primo tempo dell'Atalanta, chi l'ha visto peggio per lui e chi non l'ha visto è fortunato. L'Atalanta ha voluto giocare per forza da dietro: questa ossessione del giocare da dietro, con la palla che girava tra Carnesecchi e i due centrali di difesa, e da lì non si usciva mai. La squadra non riusciva a giocare, loro con il 4-2-3-1 hanno schermato benissimo Gaetano: la palla a Gaetano non arrivava mai, lo marcavano, ti lasciavano cieco e tu non avevi possibilità di giocare. E non avere il coraggio di cambiare: se così non riesco a giocare, devo fare un'altra scelta, e Sarri non l'ha fatta fino all'intervallo. Nel primo tempo siamo stati una cosa pazzesca, anticalcio: dopo ventisette minuti l'Hapoel aveva battuto cinque calci d'angolo e noi non eravamo ancora arrivati in porta. Incredibile. So che vi faccio soffrire, ma noi dobbiamo dire la verità».
Nella ripresa però la partita è cambiata: merito dei correttivi o della scelta di allungare il gioco su Krstović?
«Nell'intervallo le cose sono cambiate: Sarri ha detto ok, basta. Dal settimo all'undicesimo del secondo tempo tre palle lunghe di Carnesecchi su Krstović ed è cambiata la partita. Samardžić, quando è stato in campo, ha giocato molto bene: dato che Gaetano era marcato, si abbassava lui ad aiutarlo, e due o tre palloni sono arrivati sui suoi piedi dai centrali difensivi, che finalmente avevano lo sbocco per la giocata, perché nel primo tempo non c'era, c'era solo Gaetano marcato. Così la palla ha cominciato a salire. I lanci lunghi non sono una scelta, sono un obbligo: se non riesci a giocare bisogna cambiare. E il primo tempo di oggi, se penso che vogliamo vincere la Coppa, dirà molto, molto altro. Speriamo di vincerla».
Gaetano è stato schermato, è lì che bisogna trovare una soluzione lì: se capiscono che basta fermarlo in quel modo andiamo in difficoltà.
«Il Bologna gioca così per scelta, fa il 4-2-3-1: lunedì avremo lo stesso problema».
Che cosa serve adesso all'Atalanta e a Sarri?
«Lavoro, lavoro. Tanto lavoro e tanta pazienza, ragazzi, perché dopo il primo tempo di stasera o abbiamo pazienza o ci spariamo. Quindi pazienza, e sto parlando di sport, di calcio. Lasciamo lavorare Sarri, ci mancherebbe: magari gli chiediamo un po' più di coraggio, di cambiare prima le cose quando non funzionano. Però essere venuti fino in questo posto assurdo per vedere un primo tempo così assurdo… aiuto!».
Un'analisi senza sconti, di quelle che fanno rumore proprio perché arrivano nella notte di una qualificazione. Serina festeggia l'Europa ma non arretra di un centimetro sul giudizio tecnico, e la sua ricetta è tanto semplice quanto impegnativa: pazienza, lavoro e un pizzico di coraggio in più nelle scelte in corsa.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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