La A.S.D. Juvenes United ha definito e ufficializzato stasera presso il PalaPadel di Seriate l'assetto con cui affronterà il campionato di Eccellenza 2026/27, supportato anche dai partner ufficiali del club P-Plast, Poliplast, YEP Padel, Sport 2000. Dai vertici societari fino all'ultimo degli aggregati, l'organigramma consegna la fotografia di un club che ha scelto di ripartire da una struttura snella e da un gruppo dall'età media contenuta, con la panchina affidata a Giacomo Mignani. Non un discorso di circostanza, ma una dichiarazione d'intenti. Il Presidente Davide Carrara ha aperto la nuova annata sportiva del club davanti a squadra, staff e sostenitori, spostando subito l'attenzione dai risultati al metodo: «Oggi non inauguriamo soltanto una nuova stagione calcistica, ma riaccendiamo quella passione comune che ci definisce». Un messaggio costruito attorno a quattro principi che il presidente ha chiesto di applicare in ogni allenamento e in ogni partita.

IL SENSO DI APPARTENENZA - Il primo pilastro riguarda ciò che la casacca rappresenta, e il numero uno della società non usa mezze misure: «Questa maglia non è un semplice pezzo di stoffa, ma la nostra identità». Un'identità che, ha spiegato, tiene insieme la storia del club, la comunità di riferimento e tutte le persone che lavorano lontano dai riflettori. Da qui la richiesta esplicita ai suoi tesserati presenti: «Portatela con orgoglio, rispettatela e difendetela sempre dentro e fuori dal rettangolo di gioco».

LA SERIETÀ - Il secondo punto tocca il comportamento quotidiano, quello che raramente finisce sui tabellini ma costruisce la reputazione di una società. «Essere seri significa avere rispetto: rispetto per gli orari, per le strutture, per gli arbitri, per gli avversari e, soprattutto, per i propri compagni», ha scandito il presidente, indicando in puntualità, educazione e cura dei dettagli le fondamenta non negoziabili del progetto. Concetti che accompagnano la crescita dei giovani calciatori fin dai primi tornei affrontati.

L'IMPEGNO - Il terzo caposaldo è il lavoro, ed è forse il passaggio più diretto dell'intero intervento: «Il talento senza il lavoro non porta da nessuna parte». La richiesta è di dedizione totale, dal primo minuto della preparazione fino all'ultimo secondo del campionato, senza mai arretrare davanti agli ostacoli. Nessuna scorciatoia, insomma, in un percorso che il dirigente considera valido tanto per la prima squadra quanto per i progetti dedicati alla formazione dei ragazzi.

L'UNIONE DEL GRUPPO SECONDO CARRARA - Il quarto principio ribalta un luogo comune del calcio: «Il singolo può far vincere una squadra, ma il gruppo può far vincere un singolo». Il presidente ha poi richiamato la stagione appena archiviata come prova concreta di quella tesi: «L'abbiamo visto l'anno scorso, nel momento di difficoltà, quando ci siamo uniti». Da una situazione complicata, ha ricordato, la società è riuscita a uscire compatta, e quella compattezza viene oggi indicata come la vittoria più autentica.

Il senso di appartenenza dei ragazzi cresciuti in casa e la fiducia per un girone di Eccellenza competitivo. Il tecnico, ex noto calciatore del nostro calcio bergamasco, Giacomo Mignani, ha certamente le idee chiare ai nastri di partenza e forte motivazione.  Lui stesso che ha lasciato la propria firma su questo club percorrendo tutta la scala gerarchica, dalle giovanili fino alla prima squadra. Un'esperienza che gli permette di parlare del gruppo con una prospettiva che pochi altri possono avere, e che ha riversato in un intervento dedicato tanto al percorso dei ragazzi quanto alle ambizioni della stagione che si apre.

IL VALORE DELL'APPARTENENZA - Il primo tema è quello dei giovani arrivati alla maglia della prima squadra dopo l'intera trafila interna. «Il senso di appartenenza per alcuni dei ragazzi giovani è fondamentale», sottolinea il tecnico di Casnigo, che rivendica il valore di un percorso costruito nel tempo, nel bene e nel male, fino all'approdo in una categoria impegnativa come l'Eccellenza. Un modello che ricorda quello di tanti progetti nati per accompagnare i ragazzi verso i professionisti.

DAGLI UNDICI ANNI A OGGI - C'è un rapporto che nasce da lontano, ed è il motivo per cui certe valutazioni gli riescono immediate: «Li ho cresciuti e li ho potuti vivere nella loro crescita calcistica e umana, sin da quando avevano 11-12 anni». Da qui l'osservazione che racconta meglio di ogni analisi il mestiere dell'allenatore di vivaio: «A volte basta uno sguardo per capire se hanno qualcosa oppure no». Nessuna scorciatoia, però, per chi arriva ora in prima squadra: «Sono giocatori di grande prospettiva che hanno bisogno di crescere giorno dopo giorno». Il tecnico non dimentica che il vivaio, da solo, non basta a costruire una classifica. «In campo poi conta fare bene, conquistare i tre punti», ricorda, riportando il discorso sul terreno concreto dei risultati. La crescita individuale deve tradursi in punti, altrimenti resta un esercizio teorico.

LA RIMONTA DELLA SCORSA STAGIONE - Il passaggio più sentito riguarda i mesi complicati dell'annata precedente, quando i pronostici esterni erano tutti orientati verso il peggio. «Quando tutti ci davano per per spacciati, è uscita fuori la vera forza di questo gruppo e da lì ripartiamo», ricostruisce Mignani. E aggiunge una lettura che, ammette lui stesso, rischia di suonare presuntuosa: «Questa squadra ha tirato fuori ancora di più quel che sono gli attributi necessari per farsi rispettare in una categoria così importante». Quella reazione, oggi, è il patrimonio da cui si riparte, esattamente come accade in ogni gruppo che impara dalle sconfitte. Nessun proclama in vista della nuova annata, ma neppure timori reverenziali: «Siamo umili, sappiamo che siamo in un girone molto forte e competitivo». La consapevolezza, però, c'è tutta, e passa dal lavoro quotidiano e dall'apporto delle figure di riferimento dello spogliatoio: «Siamo consci delle nostre potenzialità di squadra». La conclusione è una promessa misurata: «Sono convinto che potremo toglierci le nostre soddisfazioni e fare bene». Chi ha visto crescere quei ragazzi sa cosa aspettarsi. Adesso tocca al campo confermarlo.

LA STRUTTURA SOCIETARIA - Al vertice siede Davide Carrara, affiancato nel ruolo di vice da Daniel Lanfranchi e completato in consiglio da Giacomo Ruggeri. La macchina organizzativa poggia poi su Andrea Aiardi in segreteria e sul lavoro quotidiano dei magazzinieri Luigi Bertocchi e Luciano Bosio. Accanto all'allenatore operano Matteo Nodari per la parte atletica, Omar Rota Nodari con i portieri, Daniel Boschiroli come massaggiatore e Franco Roggero nel ruolo di accompagnatore: uno staff compatto, come richiede la categoria più alta del calcio regionale.

SOCIETÀ E STAFF TECNICO

Presidente: Davide Carrara
Vice presidente: Daniel Lanfranchi
Consigliere: Giacomo Ruggeri
Segretario: Andrea Aiardi
Magazzinieri: Luigi Bertocchi e Luciano Bosio
Allenatore: Giacomo Mignani
Preparatore atletico: Matteo Nodari
Preparatore dei portieri: Omar Rota Nodari
Massaggiatore: Daniel Boschiroli
Accompagnatore: Franco Roggero


L'ORGANICO REPARTO PER REPARTO - Tra i pali le opzioni sono due, con Alessandro Aceti e Filippo Manzoni. Il pacchetto arretrato conta otto elementi, il centrocampo sette, mentre il reparto avanzato ne mette in fila cinque. Colpisce la quantità di classe 2007 distribuiti in ogni zona del campo, dalla difesa all'attacco, cui si aggiunge un gruppo di aggregati ancora più giovani: un impianto che racconta una precisa scelta di indirizzo da parte della dirigenza guidata da Davide Carrara.

LA ROSA 2026/27

Portieri: Alessandro Aceti (04), Filippo Manzoni (02, Gorle)
Difensori: Riccardo Aquilino (02), Gabriele Ardenghi (04), Davide Binetti (07), Gabriel Carrara (07), Nicolas Dossi (02), Simone Franchini (01), Tommaso Guerini (07), Lorenzo Salvi (01)
Centrocampisti: Gabriele Aiardi (07), Pietro Bertasa (07), Davide Brasi (07), Cristiano Facchetti (07), Michele Franchini (99), Alex Hyka (05), Matteo Ruggeri (98, Gorle)
Attaccanti: David Aranotu (92), Martino Cattaneo, Giacomo Mistri (07), Karim Pedrini (05, Città di Albino), Cristian Spampatti (89)
Aggregati: L. Gallizioli (08), G. Imberti (09), S. Maffeis (09), L. Marchesi (09)


LA CASA DEL CLUB - Le partite interne si giocheranno al campo sportivo comunale «Juvenes Gianni Radici», in via Europa 52 a Casnigo. Un impianto che accompagnerà l'intero percorso stagionale della formazione valligiana lungo un calendario che intreccia campionato e coppa regionale. Il filo che lega i quattro pilastri è chiaro: prima ancora della classifica conta il modo in cui si sta dentro un club, dalla prima squadra fino ai settori giovanili. Con questi presupposti si apre l'annata sportiva.

Quadri completi, ruoli assegnati. Ora la parola passa al campo.

© Riproduzione Riservata

© foto di TuttoAtalanta.com
© foto di TuttoAtalanta.com
© foto di TuttoAtalanta.com
Sezione: Eccellenza / Data: Ven 28 agosto 2026 alle 00:15 / Fonte: Claudia Esposito
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
vedi letture