Giorgio Scalvini, intervenuto in esclusiva in una lunga intervista ai microfoni de L'Eco di Bergamo, ha affrontato diversi temi, tra cui le ambizioni del club in Champions League e Coppa Italia, le gerarchie di spogliatoio e il sogno di partecipare alla prossima rassegna iridata.

In Champions League l'Atalanta sembra trasformarsi, tenendo testa a chiunque. Dove potete arrivare?
"Siamo in una buona posizione e abbiamo ottime possibilità. Daremo il massimo non solo per continuare così, ma per migliorarci e qualificarci nella miglior situazione possibile. La Champions offre stimoli unici, è una competizione prestigiosa che non è da tutti, ma noi cerchiamo di affrontare ogni gara, in ogni torneo, con lo stesso piglio".

C'è poi la Coppa Italia, un trofeo sfiorato troppe volte. Sentite un senso di rivalsa per quelle tre finali perse?
"Assolutamente sì. Anche il mister, che pure non c'era in quelle occasioni, ci ha ricordato il peso di quelle finali prima della gara col Genoa. È un obiettivo concreto e faremo di tutto per arrivare il più lontano possibile".

Nonostante la sua leadership, per la fascia di capitano deve attendere. Le gerarchie sono intoccabili?
"Credo che passeranno ancora un po' di anni, perché vedo Marten de Roon, Djimsiti e Pasalic ancora in splendida forma, ed è giusto così. Loro sono straordinari, l'esempio perfetto di cosa significhi essere l'Atalanta. Pur non essendo cresciuti nel vivaio, incarnano e trasmettono quei valori che qui ci insegnano fin da bambini, dentro e fuori dal campo".

Il 26 marzo la Nazionale giocherà a Bergamo una gara chiave per le qualificazioni mondiali. Punta ad esserci, magari per la prima volta con Gattuso?
"La Nazionale è un obiettivo per tutti e giocare a Bergamo sarebbe una motivazione extra. Ma sono consapevole che la convocazione passa solo dalle prestazioni con l'Atalanta. Spero di poter convincere il ct Gattuso".

Dopo aver saltato l'Europeo per infortunio, il Mondiale 2026 in Nord America è il vero grande traguardo all'orizzonte?
"Sarebbe un sogno. Per me, per la mia ragazza Gemma e per tutta la mia famiglia. Il Mondiale è probabilmente l'apice, la competizione più alta che esista".

Umiltà e ambizione. Scalvini rispetta i senatori che gli mostrano la via, ma non nasconde la fame di chi vuole riprendersi tutto ciò che la sfortuna gli ha tolto, a partire da quella maglia azzurra che sogna di indossare nell'estate americana.

Sezione: Interviste / Data: Gio 15 gennaio 2026 alle 09:30
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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