Il Genoa non si accontenta delle parole del dopogara e passa ai fatti. Da una parte una nota pubblica che mette nero su bianco il malumore rossoblù, dall'altra un fascicolo riservato che sarebbe già in preparazione e che il club intende recapitare al designatore Daniele Orsato. Bersaglio: le direzioni di Marco Di Bello.

LO SCONCERTO DEL CLUB - Il comunicato è misurato nei toni ma inequivocabile nella sostanza. La società ligure rivendica il valore di ogni singolo punto conquistato sul campo e chiude con una frase che pesa: «Oggi proviamo frustrazione e sconcerto. Ogni punto conta». Un'uscita che arriva dopo le prese di posizione del tecnico Daniele De Rossi e del direttore sportivo Diego Lopez, entrambi durissimi già a caldo davanti alle telecamere.

COSA C'È NEL FASCICOLO - Il dossier in allestimento conterrebbe tre partite dirette dallo stesso arbitro: Roma-Genoa del 2025, con il contatto tra Svilar e Ostigaard rimasto impunito; il Genoa-Napoli dello scorso campionato, con l'intervento di Vergara su Cornet; e naturalmente l'ultima sfida. Un filo rosso che Daniele De Rossi e la dirigenza considerano tutt'altro che casuale.

LA LINEA DELL'AIA - Dall'altra parte della barricata, però, la lettura è opposta. Pur riconoscendo che il contatto sarebbe stato da sanzionare, il mondo arbitrale non mette sotto accusa il direttore di gara, e lo fa appoggiandosi a tre argomenti – li ricostruisce La Gazzetta dello Sport –. Il primo riguarda la soglia sui contrasti, che si vuole mantenere alta: lo stesso Orsato, in una recente intervista, aveva sostenuto che «bisogna sanzionare i falli e non i contatti». Il secondo chiama in causa i calciatori, invitati a non lasciarsi cadere al primo sfioramento. Il terzo è il più tecnico: si tratta di una valutazione da campo, terreno sul quale il VAR non può intervenire, perché il suo raggio d'azione resta circoscritto agli errori chiari ed evidenti. Principi già ribaditi in altre occasioni analoghe nel corso delle ultime stagioni.

LA DINAMICA DELL'EPISODIO - Ricostruiamo l'azione che ha generato lo 0-1: servito da Vergara, Kevin De Bruyne appoggia l'avambraccio sulla parte laterale della schiena di Johan Vásquez. Il fischietto sembra portare lo strumento alla bocca, poi desiste: a suo giudizio la spinta esiste ma non è travolgente. Il VAR Meraviglia non interviene, classificando la situazione come caso valutativo. Il dettaglio ritenuto dirimente è un altro: il belga poteva effettivamente giocare il pallone. Se così non fosse stato, secondo quanto filtra, il fallo sarebbe arrivato.

QUESTIONE DI PERCEZIONE - Resta il fatto che per moltissimi osservatori quel contatto andava punito, e De Rossi non ha usato mezzi termini definendolo «una delle cose più brutte viste in carriera». La verità è che episodi simili si giudicano con parametri variabili: durante il Mondiale si sono visti un colpo da dietro di Paredes non sanzionato e un intervento energico sulla schiena di Cucurella punito. La percezione dell'arbitro, in situazioni come questa, resta il vero discrimine, e non sempre le serate scivolano via senza strascichi polemici.

Il Genoa, intanto, non arretra di un passo. E il confronto con i vertici arbitrali è appena cominciato.

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Sezione: Le Altre di A / Data: Lun 24 agosto 2026 alle 12:45
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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