Ci sono palcoscenici che tolgono il fiato ancor prima che il pallone inizi a rotolare. Ascoltare le note celestiali della massima competizione europea rimbombare nell'impianto più iconico e imponente di Germania è un brivido che non ha prezzo. Raffaele Palladino lo sa perfettamente, e mentre prepara la scacchiera tattica per il decisivo incrocio d'andata contro i padroni di casa del Borussia Dortmund, sceglie di non nascondere l'immenso trasporto emotivo che sta attraversando l'intero spogliatoio orobico. Un nuovo anno solare da incorniciare, macchiato unicamente dalla sfortuna legata agli infortuni, si appresta a vivere il suo capitolo internazionale più affascinante. Smaltita l'euforia per le recenti imprese domestiche, la truppa orobica incrocia le armi contro il blasonato club tedesco in un doppio confronto senza appello che vale l'accesso al gotha del calcio continentale.

L'INERZIA DELLA DEA - Venti punti messi in cassaforte con una scalata vertiginosa in campionato, un ruolino di marcia immacolato nel 2026 e l'eco ancora fragorosa del tris rifilato alla Juventus nei quarti di coppa nazionale. È con questo formidabile biglietto da visita che la compagine bergamasca si presenta al Westfalenstadion per l'andata dei playoff di Champions League. I tedeschi, attualmente secondi in una competitiva Bundesliga e infarciti di fuoriclasse, rappresentano un ostacolo imponente da sormontare nei prossimi centottanta minuti. Il primo round è fissato per le ore 21 di domani, martedì (diretta testuale su TuttoAtalanta.com), mentre il verdetto definitivo verrà emesso mercoledì prossimo sotto il cielo di Bergamo.

ADRENALINA E CONSAPEVOLEZZA - Nelle vene del tecnico campano scorre pura elettricità. Intervenuto ai microfoni di Sky Sport, l'allenatore non ha nascosto l'immenso trasporto emotivo della vigilia. «Questo è uno sport e un lavoro che regala brividi unici, da due giorni ho l'adrenalina a mille», ha confessato, sottolineando come l'intero gruppo frema dalla voglia di calcare il prato tedesco. E a Niko Kovac, che aveva salomonicamente diviso al cinquanta per cento le chance di qualificazione, risponde con fermezza: «Non faccio percentuali, le partite si giocano sul campo. Cerco di trasmettere positività e autostima; voglio vedere una squadra matura, capace di riconoscere i momenti del match e animata dalla feroce mentalità di chi cerca sempre il risultato». Una sfida che, curiosamente, rievoca ricordi a tinte bianconere, visti gli ottimi rapporti con Robert Kovac, fratello dell'attuale tecnico giallonero, con il quale ha condiviso lo spogliatoio ai tempi della Juventus.

IL FASCINO DELLA BOLGIA - C'è chi trema di fronte al celebre Muro Giallo e chi, invece, vi attinge un'inesauribile linfa vitale. Nonostante i ravvicinati impegni in terra italiana, la sola atmosfera europea ha funzionato da magico ricostituente. «La Champions ci inietta stimoli extra incredibili, abbiamo già recuperato ogni energia fisica e mentale», ha garantito il mister, esaltando la bellezza di esibirsi in una cornice tanto ostile quanto prestigiosa. «I tifosi sono la parte bella del calcio, averli anche contro è sempre uno spettacolo. Ci attende un palcoscenico meraviglioso e siamo pronti a sfoderare una grande prestazione contro una rivale di altissimo rango».

LA FORZA DEL GRUPPO - Il destino ha provato a complicare i piani sottraendo due pedine fondamentali allo scacchiere offensivo. Le assenze di Charles De Ketelaere e Giacomo Raspadori pesano per la qualità e l'imprevedibilità che sanno garantire, ma l'alibi non è un concetto contemplato in casa nerazzurra. «C'è dispiacere per non averli a disposizione, ma siamo una grande famiglia», ha rassicurato la guida tecnica, lodando la compattezza del suo spogliatoio. «Chi li sostituirà lo farà al meglio. Abbiamo raggiunto la totale consapevolezza che chiunque va in campo sa cosa fare nella maniera giusta e con l'atteggiamento perfetto per colmare queste assenze».

La scacchiera è pronta e le pedine sono schierate. Nel catino incandescente di Dortmund, l'Atalanta è chiamata a dimostrare che la propria dimensione europea non è più un sogno estemporaneo, ma una magnifica e solida realtà.

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Sezione: Primo Piano / Data: Lun 16 febbraio 2026 alle 19:29
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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