Ci sono serate che raccontano una squadra meglio di una partita di campionato, e venerdì è stata una di queste. Otto giocatori dell'Atalanta erano impegnati in tre stadi diversi. Il bilancio, letto dall'alto, è un chiaroscuro quasi perfetto. Da una parte Charles De Ketelaere che batte l'Italia con un assist, Nikola Krstović che trascina il Montenegro con un gol e un assist, Kolašinac che guida la Bosnia per novanta minuti. Dall'altra quattro italiani che hanno giocato in tutto venticinque minuti, e un polacco partito dalla panchina. Stiamo parlando di una serata, non di un verdetto, ma le serate lasciano tracce.

La traccia più evidente è che chi gioca con continuità torna dalla nazionale con qualcosa in più. De Ketelaere e Krstović, titolari nei rispettivi sistemi, hanno inciso. Chi ha visto poco il campo con il club, come Zalewski, lo ha visto poco anche in nazionale. Curiosità: il rigore di Krstović è stato fischiato da un arbitro italiano, Daniele Chiffi. Ma torniamo al punto. Le gerarchie azzurre, con Scalvini, Raspadori, Scamacca e Carnesecchi dietro ai compagni, riflettono un momento in cui l'Atalanta non riesce a spingere i suoi uomini verso l'alto. Il riepilogo completo, con i minutaggi di tutti i nazionali, lo conferma.

Non mi piego alla lettura per cui le nazionali siano un segnale d'allarme. Sono un'opportunità, e per molti la sosta è appena cominciata. A Bursa, a Solna, a Yerevan, lunedì, ci saranno altre occasioni. Stasera toccherà a Pašalić ed Elmas, domani a Samardžić. Quello che conta, per Sarri, è raccogliere a Zingonia giocatori con più fiducia di quando sono partiti. Venerdì ne ha guadagnati almeno due.

Un assist, un gol, un capitano: il venerdì dei nerazzurri ha illuminato qualcuno e lasciato altri in attesa.

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Sezione: Primo Piano / Data: Sab 26 settembre 2026 alle 20:00 / Fonte: Daniele Luongo
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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