La turbolenta scia di recriminazioni legata all'ultimo turno di campionato trova finalmente una voce ufficiale e istituzionale. A fare luce sui discussi episodi che hanno infiammato la sfida tra Inter e Atalanta, oltre al burrascoso incrocio tra Como e Roma, è Dino Tommasi. Il membro della commissione arbitrale di Can A e B ha sviscerato a mente fredda le decisioni prese dai direttori di gara, ammettendo senza filtri le sviste e difendendo le scelte corrette, promuovendo o bocciando l'operato di fischietti come Gianluca Manganiello e Davide Massa.

L'ANALISI SU SAN SIRO E IL MEA CULPA - Il focus principale dell'analisi non poteva che concentrarsi sulla rovente sfida meneghina, dove la squadra guidata da Raffaele Palladino ha strappato un pareggio pesantissimo. Sulla contestata rete orobica, l'esponente arbitrale spegne ogni polemica di matrice interista: la mano di Ibrahim Sulemana sulla schiena di Denzel Dumfries è considerata un semplice appoggio e non una spinta fallosa. Diverso, e ben più amaro, il verdetto sul contatto in area nerazzurra tra Giorgio Scalvini e Davide Frattesi. – come riporta La Gazzetta dello Sport – l'intervento in ritardo del difensore bergamasco era da sanzionare con il tiro dal dischetto. «Manganiello in campo dice "lo tocca appena". La Sala Var avvalla velocemente la sua scelta. In verità, come vediamo bene dalle immagini, Frattesi anticipa Scalvini; questo è rigore che poteva essere visto in campo, ma allora la sala-Var doveva assolutamente intervenire», ha sentenziato l'ex fischietto, ammettendo il chiaro errore di valutazione della squadra al monitor.

IL CASO WESLEY E IL VOTO RECORD - Spostando la lente d'ingrandimento sulle sponde del Lario, l'attenzione si concentra sull'espulsione che ha fatto infuriare la Roma. La tesi del clamoroso scambio di persona tra Wesley e Rensch per il fallo su Diao è stata smontata pezzo per pezzo. «Var e Avar cercano l'eventualità di una mistaken identity, ovvero che il fallo fosse commesso dall'altro difendente. In realtà poi vedono che il contatto avviene proprio tra il ginocchio dell'esterno e la gamba destra dell'attaccante, avallando la scelta di Massa. Nel momento in cui l'arbitro fischia è automatico il giallo: se valuta fallosa la situazione si tratta di un'azione pericolosa, quindi è una "spa" e la doppia ammonizione è corretta», ha chiarito il dirigente. A corredo di questa applicazione del protocollo, filtra un'indiscrezione emblematica: Massa sarebbe uscito dal campo con un voto eccezionale da parte dell'osservatore, un lusinghiero 8,70.

IL FUORIGIOCO ATTIVO A TORINO - C'è stato infine spazio per una rapida ma doverosa disamina su quanto accaduto nel match tra Juventus e Udinese, nello specifico sul gol annullato a Francisco Conceiçao a causa della posizione irregolare di Teun Koopmeiners. Anche in questo caso, la decisione presa dalla squadra arbitrale guidata da Maurizio Mariani è stata ritenuta ineccepibile: «L'attaccante, in fuorigioco evidente, fa un chiaro movimento che impatta sulla possibilità di Maduka Okoye di giocare e fa pure un movimento a togliere la gamba. Chiaro impatto, bravi arbitro e Var», ha concluso l'esponente dell'Aia.

Un'operazione trasparenza fondamentale che, se da un lato spegne le inutili recriminazioni su alcuni episodi chiave, dall'altro certifica l'ennesimo black-out della tecnologia a Lissone, un corto circuito che ha rischiato di pesare come un macigno sulle ambizioni che transitano per le notti della New Balance Arena.

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Sezione: Serie A / Data: Mer 18 marzo 2026 alle 14:01
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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