Il clima rovente che circonda il mondo arbitrale italiano ha raggiunto livelli di guardia inaccettabili, spingendo il presidente della Figc, Gabriele Gravina, a tracciare una linea di demarcazione netta. Nel corso della consegna del Premio Bearzot, il vertice del calcio tricolore ha voluto analizzare a tutto tondo la profonda crisi di serenità che attanaglia la categoria dei direttori di gara, preannunciando manovre drastiche per il futuro a breve termine.

LA SINDROME DELL'ERRORE E L'ARIA PESANTE - L'utopia della perfezione assoluta va accantonata senza troppi giri di parole. Il numero uno federale ha voluto difendere a spada tratta l'operato generale, pur ammettendo le palesi criticità del momento. «Se pensiamo che in ogni partita l’errore arbitrale possa esser azzerato al cento per cento, ve lo dico oggi, non ci arriveremo mai», ha tuonato Gravina, spiegando come due sviste su venti incontri rappresentino un dato fisiologico e in netto miglioramento rispetto al decennio scorso. La vera emergenza, semmai, è l'ambiente tossico: «Si respira un’aria diventata insopportabile proprio in una fase delicata del nostro campionato, dobbiamo ritrovare serenità, dando ognuno un piccolo contributo».

LA RIVOLUZIONE SCISMATICA E L'ORGOGLIO AIA - La medicina proposta dai piani alti passa per un'epocale scissione gestionale ispirata al modello inglese, con la creazione di una società indipendente dedicata esclusivamente ai fischietti di Serie A e B. Un progetto che punta a massimizzare la professionalizzazione, ma che incontra la freddezza dell'Aia. A fare le veci dell'associazione, dopo la nota inibizione di Antonio Zappi, è sceso in campo il vicepresidente Francesco Massini. Quest'ultimo ha ribadito con immenso orgoglio il valore dei suoi uomini: «La classe arbitrale italiana è la migliore, lo dico con la forza e la determinazione di tutta l’Associazione, perché so l’amore, la passione, la dedizione e l’impegno che mettono i ragazzi». Una presa di posizione ferma che cozza leggermente con i venti di cambiamento imposti da via Allegri.

IL BIVIO MEDIATICO E L'OMBRA SU OPEN VAR - Il nodo della discordia si estende anche al panorama televisivo. Molti direttori di gara si sentono eccessivamente esposti e bersagliati mediaticamente, puntando il dito contro format televisivi trasmessi da Dazn – come sottolinea La Gazzetta dello Sport – ritenuti ormai un boomerang letale rispetto all'intento originale di trasparenza totale. A tal proposito la Federazione non ha nascosto la possibilità di un clamoroso passo indietro per la prossima annata sportiva: «Apriremo una riflessione con l’Aia sui pro e i contro in vista della prossima stagione. La disponibilità a una massima trasparenza è stata evidentemente strumentalizzata in termini negativi».

LA GUERRA AI VIOLENTI E IL DRAMMA ZAMBURRU - A margine dei roventi dibattiti tecnico-tattici, la piaga più dolorosa e vergognosa resta però quella delle aggressioni fisiche sui campi di periferia. Durante l'evento, promosso dall'Us Acli, il Premio Stefano Farina è andato a Marco Guida, ma i riflettori e l'indignazione collettiva si sono accesi sul riconoscimento speciale conferito alla giovanissima Valentina Zamburru, diciassettenne brutalmente aggredita con tanto di mascella fratturata durante una gara giovanile in Sardegna. Su questo delicatissimo tema la condanna è stata inappellabile e definitiva: «Sulla violenza siamo intransigenti, abbiamo applicato una sorta di ergastolo sportivo. È vergognoso. Questa gente deve stare fuori dal mondo del calcio per sempre».

Restituire dignità, rispetto e sicurezza a chi dirige le partite è il primo passo ineludibile per garantire lo spettacolo in stadi magnifici e passionali come la New Balance Arena, dove anche l'Atalanta forgiata da Raffaele Palladino sa perfettamente quanto conti avere una classe arbitrale serena, protetta e performante.

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Sezione: Serie A / Data: Mer 18 marzo 2026 alle 13:15
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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