Mentre l'Atalanta lavora per ritrovare la sua anima perduta, ricomponendo i pezzi di un'identità che la breve parentesi di Ivan Juric aveva rischiato di sgretolare, c'è un uomo che non ha mai smesso di essere se stesso. Se oggi la Dea di Raffaele Palladino corre verso l'Europa e sogna in grande tra le prime otto della Champions League, il merito è di un collettivo ritrovato: da uno Gianluca Scamacca tornato sui livelli della notte di Dublino alla rinascita di Charles De Ketelaere ed Ederson, fino alla sorpresa Ahanor. Ma in questo ottovolante di emozioni, cambi di panchina e rivoluzioni tattiche, esiste un unico comune denominatore che ha tenuto in piedi la baracca quando tutto tremava: Marco Carnesecchi.
L'IMMUTABILE CERTEZZA - Cambiano i maestri, ma l'allievo supera sempre le aspettative. Il portiere classe 2000 si è elevato a pilastro assoluto, garantendo un rendimento "immutabile" sia sotto la gestione storica di Gian Piero Gasperini, sia nel tunnel grigio di inizio stagione, sia nell'attuale rinascimento palladiniano. È la costanza la sua vera virtù: essere decisivo quando la squadra vince, ma esserlo ancora di più quando la squadra soffre. Un baluardo tecnico ed emotivo che va oltre la semplice parata.
LA LEADERSHIP E QUEL RIMPROVERO DI JURIC - Per capire lo spessore dell'uomo, prima ancora dell'atleta, bisogna riavvolgere il nastro al 25 ottobre scorso. Dopo il grigio pareggio di Cremona, Juric lo liquidò con una frase che oggi suona stonata: «Deve parlare di meno e fare il suo lavoro». Eppure, proprio in quella circostanza, Carnesecchi dimostrò di avere le spalle larghe, mettendoci la faccia davanti ai microfoni e i guantoni in campo. Ha trasformato la frustrazione in energia positiva, dimostrando un attaccamento alla maglia che trascende le polemiche del momento. Il "lavoro", lui, lo ha sempre fatto eccome.
NUMERI DA "SARACINESCA" - A certificare lo status di top player non sono solo le sensazioni - ha analizzato pianetatalanta.it - , ma le statistiche fredde e inappellabili. Con 10 clean sheet in 27 presenze complessive, l'estremo difensore nerazzurro si conferma uno dei migliori interpreti del ruolo, come sottolineato anche da una leggenda come Sebastien Frey. Fondamentale nella corsa Champions dello scorso anno, decisivo in quella attuale: Carnesecchi non è più una promessa, è una splendida realtà consolidata.
L'OMBRA SU DONNARUMMA - Oggi, senza timore di smentita, si può affermare che Carnesecchi sia il secondo portiere italiano più forte in circolazione, subito dietro a Gianluigi Donnarumma. Ma le gerarchie, nel calcio, sono fatte per essere scalate. Il titolare della Nazionale (e del Manchester City) dovrà guardarsi bene le spalle: se l'atalantino continuerà a mantenere questi standard di eccellenza e Gigio dovesse incappare in qualche scivolone, il sorpasso in azzurro potrebbe trasformarsi da ipotesi remota a concreta possibilità futura.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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