Il valzer dei portieri in casa Juventus continua a far discutere, ma quando si tratta di individuare i veri fuoriclasse del presente e del futuro, lo sguardo degli esperti punta dritto verso Bergamo. Michelangelo Rampulla, storico ex estremo difensore bianconero, ha analizzato ai microfoni di Tuttosport il delicato momento dei numeri uno italiani, esaltando senza mezzi termini il talento di Marco Carnesecchi, ormai pilastro inamovibile di un'Atalanta che non ha alcuna intenzione di fare sconti sul mercato.
L'INCORONAZIONE DEL NUMERO 29 - Interpellato sui profili più intriganti del panorama calcistico, l'ex portiere non ha nascosto la sua profonda ammirazione per l'estremo difensore orobico, definendolo un elemento di assoluta garanzia. «Carnesecchi è un portiere da grandissima squadra», ha sentenziato Rampulla. Un attestato di stima pesantissimo, accompagnato però da una lucida presa di coscienza sulle dinamiche di mercato: pensare di strapparlo a Zingonia è un'impresa quasi impossibile, vista la sua centralità in un progetto che punta senza mezzi termini ai massimi traguardi nazionali ed europei.
LA CRITICA ALLA GESTIONE BIANCONERA - Il discorso si è inevitabilmente spostato sulle gerarchie incerte della Vecchia Signora. L'ex estremo difensore ha puntato il dito contro la gestione del ruolo a Torino: «Sono sempre stato convinto che l'alternanza continua tra i pali sia profondamente sbagliata, perché finisce per generare una rivalità in senso stretto. Il portiere ha un bisogno vitale di scendere in campo con una tranquillità maggiore rispetto agli altri: parliamo di un ruolo talmente delicato che non può e non deve essere messo in discussione».
LO SCUDO SU DI GREGORIO - Nonostante le aspre critiche al sistema di rotazione, Rampulla si è schierato a protezione dell'attuale titolare juventino. Secondo la sua attenta analisi, Di Gregorio non si è macchiato di errori così gravi o madornali da giustificare i processi mediatici delle ultime settimane. Scomodando un vecchio adagio calcistico, ha ricordato come anche i più grandi e leggendari interpreti di questo ruolo abbiano commesso passi falsi nel corso delle loro carriere, e che l'ex monzese non può certamente rappresentare un'eccezione a questa regola non scritta.
IL BORSINO DEGLI AZZURRI - Per completare il quadro dei talenti italiani, l'opinionista ha stilato la sua personale lista dei preferiti senza tralasciare alcun dettaglio. Oltre al muro nerazzurro, ha speso parole di grande apprezzamento per Vicario, indicandolo come il candidato ideale per un rientro in Italia da protagonista. Una menzione d'onore è stata riservata anche a Caprile, in forza al Cagliari, e all'affidabile Meret, considerati a pieno titolo tra i top player da tenere in assoluta considerazione.
Le sirene di mercato possono suonare lontano, ma sotto le Mura venete si dorme tra due guanciali. Carnesecchi non è più una promessa, ma una splendida realtà che l'intera Italia calcistica ammira: un tesoro che la Dea ha saputo coltivare e che ora difende gelosamente dalle grinfie delle big.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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