Il calcio moderno si scontra ancora una volta con la passione popolare, e il campo di battaglia questa volta è l'Alsazia. Non è stata una vigilia come le altre quella del derby tra Strasburgo e Metz: prima ancora che la palla rotolasse sul prato, a prendersi la scena sono state le centinaia di tifosi che hanno invaso le strade della città per un grido di dolore e orgoglio. Rispondendo all'appello degli "Ultra Boys 90" e di altre sigle del tifo organizzato, un fiume di sciarpe biancoblu ha marciato pacificamente ma con determinazione verso lo stadio, unito sotto un unico, gigantesco striscione: «No alla multiproprietà». Un messaggio inequivocabile indirizzato alla dirigenza, colpevole, secondo la piazza, di aver trasformato una gloriosa istituzione sportiva in una semplice filiale d'affari.

L'ORGOGLIO DELLA CURVA - La protesta non si è limitata al corteo, ma è stata concepita per colpire al cuore durante i novanta minuti. I gruppi organizzati hanno preparato una coreografia di dissenso basata su striscioni dal contenuto durissimo, veri e propri manifesti ideologici contro la deriva del calcio business. Tra gli slogan esposti spiccano frasi che rivendicano la dignità sopra il profitto: «In questo conflitto, chi indebolisce le istituzioni?», ma soprattutto l'emblematico «Piuttosto un Racing modesto ma in piedi che un Racing ricco in ginocchio». Parole che suonano come una sentenza contro la perdita di sovranità del club.

IL LATO OSCURO DI BLUECO - Al centro della contestazione c'è la gestione di BlueCo, la holding che dal 2023 controlla il Racing Club di Strasburgo e che detiene anche la proprietà del Chelsea. La paura dei tifosi, riassunta nello striscione «Il velo del lato oscuro è caduto. Nella multiproprietà, il Racing non sarà mai la priorità», è quella di essere diventati un mero serbatoio per i giganti londinesi. I timori hanno trovato conferma nelle recenti manovre di mercato: il trasferimento programmato del talento Emanuel Emegha ai Blues per la prossima stagione e, soprattutto, il valzer delle panchine deciso dall'alto, con l'addio dell'inglese Liam Rosenior rimpiazzato da Gary O'Neil. Movimenti che agli occhi della gente d'Alsazia certificano un ruolo di sudditanza inaccettabile.

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Sezione: Calcio Estero / Data: Dom 18 gennaio 2026 alle 16:26
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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