Penso a Sarri e ancora una volta ho come la sensazione che esista davvero la Dea Eupalla, come sosteneva il mitico Gianni Brera del quale abbiamo parlato giustamente tanto in questi giorni. O se non esiste, credo che da qualche parte almeno si nasconda un Folletto malizioso capace di incrociare le carte e le situazioni del mondo del calcio, così tanto per divertirsi e divertirci.
C’è Sarri questa volta nel mirino di quello che se volete chiameremo Destino.
Finalmente debutta sulla panchina della Juventus e cosa gli tocca?
Quella Fiorentina e quello stadio Franchi dove due stagioni fa si disintegrò lo scudetto che stava per riportare a Napoli e al Napoli dopo un’annata fantastica. Occhio e croce, forse gli converrebbe marcare visita, stare in infermeria ancora un po’, ma il Comandante Sarri ha già fatto sapere che lui con le stranezze del Destino e del calcio è ampiamente abituato a convivere. Leggere alla voce “chissenefrega”, quella che comincia per Sarri è tutta un’altra storia e il passato è passato. Il massimo sarebbe stato vedere Orsato arbitrare Fiorentina-Juventus di domani, ma qui forse sarebbe chiedere troppo alla Dea Eupalla…
Accontentiamoci di un ottimo Irrati e di una partita dalle mille motivazioni che coinvolgono Sarri e non solo Sarri.
C’è tutto il Mondo Juve che aspetta di vedere l’Uomo Nuovo, il calcio promesso, la squadra che diverte, e vuol vedere a che punto sono le prove tecniche di sarrismo.
E con lui in panchina la Juve funziona meglio, funziona peggio o funziona uguale?
Per quel che si è visto contro il Napoli e mi dispiace se Zeman non è stato attento forse perché ama soltanto il suo calcio, per quel pochissimo che capisco io di pallone, ho visto una gran bella Juve per una sessantina di minuti. I principi del gioco di Sarri c’erano tutti, dall’aggressione alta della palla, agli scambi a uno-due tocchi, palla indietro-palla avanti, sovrapposizioni sulle fasce. Perché ogni allenatore ha i suoi principi di gioco e su questi principi plasma le squadre. Chi si aspetta di vedere la Juventus giocare come il Napoli di Sarri non ha capito una bella mazza. Il Comandante sta insegnando i suoi principi di gioco a giocatori dalle caratteristiche diverse rispetto ai brevilinei che aveva in attacco a Napoli, quindi vedremo la Juve di Sarri giocare con principi diversi rispetto alla Juve di Allegri, ma non simile al Napoli di Sarri. Forse vi sto incartando. Non voglio fare né il Sacchi né l’Adani, non ci arrivo, ma almeno fra noi ci siamo capiti. Penso.
Il problema caso mai è un altro: a che punto siamo della crescita della Juve di Sarri?
Attorno a questa domanda c’è gran parte dell’interesse per la gara di domani che arriva troppo presto e dopo due settimane di stop del campionato. Abbiamo una sola certezza, la Juve è molto più forte della Fiorentina, ma a volte non basta.
Mi approccio alla partita come quando scartavo l’uovo di Pasqua, con la massima curiosità e la sicurezza di trovare una sorpresa.
Sarà la Juve a sorprendere? In positivo o in negativo?
E tutto ruota ancora una volta attorno a Sarri e al suo gioco che funziona o non funziona, agli orfani di Allegri e via dicendo. Diciamolo, i riflettori sono tutti sul nuovo allenatore della Juventus e debuttare in quello stadio lì, contro quella Fiorentina sua squadra del cuore assieme al Napoli, forse non è il massimo della vita.
E non è il massimo neppure avere davanti una lista di 25 giocatori quando domani dovrà fare le convocazioni e ancora meno quando dovrà dare la formazione. E questo, oltre il gioco, è l’altro grande interrogativo: il Gruppo segue in toto il verbo e le idee di Sarri?
Per quel che ho visto risponderei di sì, ma mi chiedo anche perché la Juve con un gesto masochistico senza precedenti, abbia lasciato in mano a Sarri una rosa così ampia, proprio lui che, se potesse, lavorerebbe con 15-16 giocatori e basta.
Vi immaginate Sarri domattina alle prese con decisioni del tipo Matuidi o Rabiot? Khedira o Emre Can? Tanto per dirne qualcuno. E Dybala starà ancora fuori? Mandzukic resterà a Torino o andrà in tribuna pensando allo sceicco del Qatar che lo sta corteggiando?
Non sarà facile tenere in armonia un gruppo del genere e molto dipenderà anche dalla società. Sarri deve lavorare serenamente, non può buttare energie sugli scontenti. Se la Juve funzionerà a pieno regime, seguirà il nuovo corso con entusiasmo, con un organico del genere rischia di diventare devastante. A proposito, domani c’è da rivedere anche DeLigt che ha dovuto giocare senza finire l’apprendimento, ma non è quello del Napoli. Statene certi. E poi c’è sempre un Demiral niente male.
Ma c’è anche la Fiorentina, squadra in costruzione, giovane, a zero punti, ma spesso capace di grandi imprese proprio contro la Juve. E Sarri lo sa.
Per questo, torno al discorso, una sfida del genere forse sarebbe stata più gradita più avanti. Ci vogliamo mettere anche Ribery? Sono quindici giorni che si allena duramente per debuttare dall’inizio e sfidare Cristiano Ronaldo. Cristiano contro Ribery, anche questa è da Eupalla.
Ma non solo Sarri, anche Montella avrebbe evitato volentieri la Juve alla terza giornata. Sa che la sua panchina è sub judice, fra Liga e Serie A non vince da 18 gare, con la Juve può anche perdere, ma Rocco Commisso non gradirebbe una brutta sconfitta e soprattutto si aspetta di vedere progressi nell’assetto della squadra e nella fase difensiva. Montella è protetto, ma è anche avvisato.
Tutto questo succede mentre dall’altra del cielo del campionato, in casa Inter, l’unico problema di Antonio Conte che recupera Godin è se far giocare Lautaro Martinez reduce da una tripletta con l’Argentina o il nino maravilla Sanchez. Per me giocherà Lautaro, l’euforia va sfruttata, ma questa abbondanza non è un problema.
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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