Mentre il continente africano accende i riflettori sulla sua competizione regina, a Bergamo si osserva con un misto di orgoglio e nostalgia le gesta dei propri beniamini. Se Marocco ed Egitto avevano già mandato segnali chiari alle pretendenti, la risposta delle altre big non si è fatta attendere. Ma se per il Senegal la strada è stata in discesa, la Nigeria ha dovuto aggrapparsi al talento cristallino del suo numero uno nerazzurro per evitare un mezzo passo falso all'esordio. Una serata che conferma, se mai ce ne fosse bisogno, lo status internazionale raggiunto da Ademola Lookman.
LA ZAMPATA DEL CAMPIONE – Quando il gioco si fa duro, i fuoriclasse salgono in cattedra. È successo al minuto 52, in un momento di sbandamento totale per la Nigeria, che aveva appena incassato il pareggio della Tanzania firmato da M'Mombwa. Appena centoventi secondi dopo la doccia fredda, Lookman ha deciso di prendere per mano la squadra: un sinistro secco, scoccato da fuori area in mezzo a una selva di tre avversari, che non ha lasciato scampo al portiere. È la rete del 2-1 definitivo, il quarto sigillo personale nella storia della Coppa d'Africa per l'atalantino dopo i tre dell'edizione 2024. Un gol che pesa come un macigno e che cancella le paure di un pomeriggio nato sotto i migliori auspici con il vantaggio di Ajayi e complicatosi terribilmente nella ripresa.
TRA TATTICA E SOFFERENZA – Al Complexe Sportif di Fès, la differenza di ranking – Nigeria al 38° posto, Tanzania al 112° – è rimasta solo sulla carta. Nonostante un divario tecnico abissale, con le Super Aquile imbottite di stelle dei top campionati europei contro una formazione che ha nel "francese" Samatta la sua punta di diamante, la gara è stata spigolosa. Il ct Eric Chelle ha disegnato un 4-2-3-1 fluido, posizionando Lookman alle spalle di Osimhen in una sorta di ruolo da trequartista puro. L'atalantino ha faticato a trovare spazi centralmente, accendendosi però ogni volta che ha potuto allargarsi sulla fascia, duettando con un Chukwueze in versione regista offensivo. La sfortuna ci ha messo del suo – traversa di Akor Adams e gol annullato per fuorigioco millimetrico a Osimhen – ma serviva la giocata del singolo per sbrogliare la matassa. "Ci sono aspetti positivi e cose da sistemare, lavoreremo per chiudere prima le gare", ha chiosato saggiamente Ajayi a fine match.
SENEGAL, PROVA DI FORZA – Molto più agevole - approfondisce e fa il punto di giornata La Gazzetta dello Sport - il compito dei campioni in carica del Senegal, che a Tangeri hanno sbrigato la pratica Botswana con un netto 3-0. Una sfida impari tra una corazzata che vanta 24 "europei" su 27 in rosa (tra cui i "sauditi" di lusso Mané, Koulibaly e Mendy) e una selezione composta quasi interamente da giocatori locali. A rubare la scena è stato Nico Jackson: l'attaccante del Bayern Monaco, ex Chelsea, ha firmato una doppietta d'autore sfruttando gli assist di Jakobs e Sarr, prima del tris finale calato da Ndiaye. "Spero sia solo l'inizio, l'importante è aver vinto giocando bene", ha dichiarato Jackson, lanciando un messaggio chiaro alle rivali. La caccia al trono d'Africa è aperta, ma la Nigeria sa di avere un'arma letale in più che parla bergamasco.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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