Da eroe potenziale a bersaglio numero uno della critica. La finale di Coppa d'Africa 2025 ha lasciato un segno pesantissimo su Brahim Diaz. Il fantasista del Real Madrid, ex Milan, ha tentato il "cucchiaio" nei secondi finali dei tempi regolamentari, facendosi parare il rigore da Mendy. Un errore tecnico e di presunzione che ha spalancato le porte al trionfo del Senegal ai supplementari e gettato il Marocco nello sconforto.

PARAGONI ILLUSTRI - Mentre sui social e in patria infuria la polemica contro il trequartista, a ergersi a suo difensore d'ufficio è arrivato Luis Enrique. Alla vigilia della sfida di Champions tra PSG e Sporting, il tecnico spagnolo ha voluto spegnere l'incendio con parole importanti: «Ne abbiamo parlato oggi sull'autobus. Tutti parlano di Brahim, ma ricordo Zidane, un dio del calcio, che fece la stessa cosa in una finale Mondiale. E anche Sergio Ramos. Se segni un Panenka ti applaudono, se sbagli arrivano solo critiche».

NON È UN CRIMINALE - Luchio, che aveva convocato Diaz nella Spagna prima del cambio di nazionalità del giocatore, ha ribadito la sua stima umana e tecnica: «È un giocatore magnifico, una persona eccezionale. Capisco che sia difficile da accettare, ma è sport. Non è un criminale, è un ragazzo che sta vivendo un momento complicato. Ha bisogno di sostegno, non di essere messo alla gogna».

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Sezione: Coppa d'Africa / Data: Lun 19 gennaio 2026 alle 22:04
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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