C’è una sottile differenza tra una grande squadra e una squadra che vorrebbe esserlo. La grande squadra sa reagire alle avversità, trova risorse inaspettate e soprattutto non sbaglia due volte lo stesso esame. L’Atalanta, fin qui, ha mostrato molto spesso le caratteristiche della prima categoria, ma negli ultimi tempi ha rischiato pericolosamente di scivolare nella seconda. Troppi punti persi contro avversari 'modesti', troppe occasioni sprecate, e una fantasia offensiva evaporata proprio quando serviva di più.
Domenica pomeriggio, a Monza, Gian Piero Gasperini non può più permettersi ulteriori errori. Non è un match da dentro o fuori, certo, ma ci si avvicina pericolosamente. La Champions League non aspetta, non perdona esitazioni né tantomeno blackout come quelli mostrati contro Venezia, Cagliari e Lecce. Serve una reazione decisa, e questa reazione deve passare inevitabilmente dalla ritrovata vena dei tre giocatori che più di ogni altro possono accendere la luce: Lookman, De Ketelaere e Samardzic.
Nessuno chiede miracoli, sia chiaro, ma almeno il ritorno a una normalità offensiva degna del talento a disposizione. In un periodo in cui il possesso palla nerazzurro sfiora picchi record, è paradossale che questa supremazia territoriale produca risultati così sterili. Non basta governare il pallone, bisogna anche dominarlo. Lo ha detto Cuadrado, in maniera semplice e diretta, spiegando come la lucidità sia mancata proprio nel momento decisivo, quello in cui i campioni devono fare la differenza.
Parliamoci chiaro: questa Atalanta ha un disperato bisogno di ritrovare la magia nei piedi dei suoi tre gioielli che mostrano nei piedi maggior fantasia e imprevedibilità. Lookman, che fino a poche settimane fa sembrava infallibile sotto porta, oggi sembra intrappolato nella fretta e nell’imprecisione; De Ketelaere, talento luminoso e incostante, è caduto in un lungo inverno da cui ancora fatica a svegliarsi; Samardzic, invece, ha alternato momenti di genio puro a lunghi silenzi che ormai cominciano a preoccupare. Gasperini lo sa, sa che senza di loro tutto diventa tremendamente più difficile.
Monza, con la sua retrocessione virtualmente certificata e una libertà mentale senza precedenti, rischia di essere l’ennesima trappola per un’Atalanta che fatica quando deve scardinare avversari arroccati. Non basterà la superiorità tecnica o il peso della classifica: serviranno fantasia e lucidità, le due qualità più preziose che sembrano essere svanite dal repertorio nerazzurro proprio nel momento meno opportuno.
I tifosi aspettano segnali forti, chiari e immediati. Lookman, De Ketelaere e Samardzic non possono più limitarsi a lampi isolati. Serve continuità, serve ritrovare quel coraggio e quella spregiudicatezza che rendono speciali le loro giocate. Non è questione di tecnica, quella non manca, ma di testa e di cuore.
Gasperini non cerca più scuse, né alibi. Cerca soluzioni. E queste soluzioni hanno nomi e cognomi ben precisi. Domenica a Monza sarà un test decisivo per capire se l’Atalanta può tornare a essere grande. Perché se la Champions è l’obiettivo finale, allora questi tre giocatori devono tornare subito a essere decisivi. Il tempo delle attese è finito.
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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