Alla New Balance Arena arriva l’Athletic Club Bilbao. Una partita fondamentale per entrambe le squadre in campo: per l’Atalanta è l’occasione di mettere un sigillo importante sull’accesso agli ottavi di Champions League senza passare dai play-off; per l’Athletic la speranza di rimanere in corsa per entrare tra le prime 24 e conquistare l’accesso ai play-off e ai sedicesimi. A presentarci il match è Alfredo Casas, direttore di Hincha Bilbaino, il noto canale YouTube che da sei stagioni racconta l’Athletic, mosso dall’amore per la squadra basca, ma con verità e onestà intellettuale.
CRISI E INFORTUNI
Che Athletic Bilbao arriva a questa partita di Champions contro l’Atalanta? Più in cerca di riscatto o consapevole dei propri limiti attuali?
«A Bergamo arriva un Athletic fortemente decimato – spiega in esclusiva ai microfoni di TuttoAtalanta.com –. La squadra soffre una lunga serie di infortuni che impedisce a numerosi titolari – Aymeric Laporte, Yuri Berchiche, i fratelli Iñaki, Nico Williams e Alex Berenguer di essere a disposizione. Oltre ai problemi fisici, il cattivo andamento in campionato ha fatto sprofondare la squadra in un mare di dubbi. Nonostante tutto, però l’Athletic, squadra di cantera, presenterà un undici giovane e competitivo, che non ha nulla da perdere. Sono infatti pochi i tifosi a credere ancora che i bilbaini possano chiudere il girone europeo tra le prime 24 squadre. Quindi nella partita con l’Atalanta la squadra basca ha solo da guadagnare».
Rispetto alla scorsa stagione, cosa sta funzionando meno nella squadra di Valverde?
«Nulla ha funzionato come avrebbe dovuto fin dall’inizio della preparazione estiva, nel luglio 2025. La squalifica di Yeray, i gravi infortuni di Beñat Prados e Unai Egiluz e i continui problemi fisici hanno condizionato la squadra. Inoltre, al termine della scorsa stagione, Óscar de Marcos, pilastro fondamentale del gruppo dentro e fuori dal campo nell’ultimo decennio, ha annunciato il ritiro. Non meno importanti sono stati il cambio del preparatore atletico, l’inserimento di nuovi giocatori che hanno avuto bisogno di tempo per adattarsi e, soprattutto, la perdita di fiducia e la mancanza d'incisività. Questa doveva essere la stagione della speranza. L’ambizione del presidente, i buoni risultati delle ultime due stagioni e i tre acquisti significativi di Navarro, Areso e Laporte facevano presagire un’annata da ricordare, ma la squadra non ha risposto alle aspettative. Guardando la classifica di Liga e Champions si comprende la profonda delusione che attanaglia la tifoseria rojiblanca».
L'AVVERSARIO E LE CHIAVI TATTICHE
L’Atalanta è una squadra che vive di ritmo, intensità e aggressività. È un tipo di avversario che può mettere in difficoltà l’Athletic o che, paradossalmente, ne esalta le caratteristiche?
«L’ottimo cammino dell’Atalanta in tutte le competizioni e il suo stile di gioco, che già erano il marchio di fabbrica di Gasperini, suscitano profondo rispetto tra la tifoseria bilbaina. Nonostante il momento delicato dell’Athletic, una partita ad alto ritmo e intensità, con un continuo scambio di colpi, potrebbe favorire i rojiblancos. Tutto dipenderà dalla capacità dei giocatori di Valverde di sfruttare le occasioni e di mantenere la porta inviolata. Bisogna inoltre vedere se il nostro portiere, Unai Simón, campione d’Europa con la Spagna, tornerà a esibire una prestazione di livello straordinario, come quella vista contro il PSG. In sostanza, servono concretezza e approfittare dei pochi errori dell’Atalanta».
Chi sono oggi gli uomini chiave dell’Athletic in una partita europea così importante? E cosa o chi la preoccupa di più dell'Atalanta?
«Dall’Atalanta ci preoccupa tutto, persino il magazziniere! Scherzi a parte, senza dimenticare l’eccellente qualità individuale di alcuni giocatori, ciò che spaventa di più è la solidità del blocco e la chiarezza delle idee di gioco. L’Athletic, tra l’altro, fatica contro squadre che schierano tre centrali e due esterni di spinta. Per quanto riguarda i nostri, con tutte le assenze, è difficile azzardare un undici. Ribadisco l’importanza del portiere: se si mostra al suo livello, diventa un vero muro. Consiglio inoltre ai tifosi di Bergamo di osservare con attenzione Mikel Jauregizar, giovane della cantera con un cuore che sembra scoppiare nel petto, e Sancet, trequartista che non attraversa il suo momento migliore, ma possiede qualità uniche in Europa. Se è in serata, può fare la differenza».
IDENTITÀ E SPERANZE
In una competizione come la Champions, l’identità basca dell’Athletic è un vantaggio o rischia di essere un limite contro squadre come l’Atalanta?
«La nostra identità non sarà mai un limite o un peso, anzi. Il modo in cui affrontiamo le competizioni è una scelta consapevole: all’Athletic nessuno ha imposto nulla. Più di un secolo fa, i nostri predecessori decisero di “vincere meno per vincere meglio” e non si può che ammirarli per questo. L’Athletic Club è davvero unico al mondo. Tuttavia, proprio per questo e per restare chi siamo, dobbiamo impegnarci, sacrificarci e lavorare più degli altri. Al minimo errore, le conseguenze si sentono subito».
Che partita si aspetta e per chi conta di più questa partita? L'Athletic Club crede ancora in una possibile qualificazione ai sedicesimi?
«Finché c’è vita, c’è speranza. Dopo 6 giornate di Champions League, la competizione più difficile al mondo, il destino dell’Athletic dipende ancora da sé stesso. Nessuno nega la difficoltà della sfida, ma se i nostri dovessero vincere con l’Atalanta, resterebbe da giocare solo la partita contro lo Sporting Lisbona a San Mamés. Avete mai vissuto una partita nello stadio bilbaino? Conoscete l’inferno? (ride, ndr). Non voglio anticipare nulla: davanti c’è un avversario temibile. L’Atalanta è solida, ben posizionata, tecnica, offensiva, coraggiosa, dominante nel possesso palla e sfrutta bene le corsie. Missione impossibile? Ricordate che amiamo il calcio anche perché, in quei 90 minuti, tutto è possibile. Tutto».
Insomma, sarà una sfida ad alta tensione, dove ritmo, intensità e concretezza faranno la differenza. L’Atalanta cercherà di consolidare la sua posizione, mentre l’Athletic lotterà per sfruttare ogni occasione e restare in corsa. Come ci ricorda Alfredo Casas, in campo tutto può succedere. Una sfida da non perdere per chi ama il calcio e le emozioni della Champions League.
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