Tribune stampa, registrazioni televisive e finali europee: anche quando si parla di Atalanta, un comico finisce per collezionare aneddoti. Omar Fantini, volto di Discoradio e del teatro, ha raccontato in esclusiva ai microfoni di TuttoAtalanta.com una passione viscerale che a Bergamo diventa quasi una religione, a partire da una trasferta a Firenze che non ha mai dimenticato.

Per diversi anni ha seguito l'Atalanta anche come inviato di Quelli che il calcio…: che ricordi conserva di quell'esperienza e c'è qualche aneddoto particolare che le piacerebbe raccontare?
«Ho seguito per parecchi anni l'Atalanta per "Quelli che il calcio…" e, tra le varie avventure e disavventure, ne ricordo in particolare due. La prima risale a una partita di Coppa Italia a Firenze, quando sono stato addirittura minacciato di morte perché, trovandomi in tribuna stampa, avevo esultato a tutti e tre i gol dell'Atalanta. Diciamo che la cosa non era stata presa benissimo, nonostante mi trovassi in quella che avrebbe dovuto essere una tribuna d'onore. L'altro episodio, invece, risale al periodo del Covid. Ricordo di essere andato allo stadio per Atalanta-Inter e di aver assistito alla partita praticamente da solo: c'eravamo io, il presidente e un paio di steward. È stata una sensazione davvero stranissima, che ricordo ancora in maniera molto chiara e nitida».

La passione per l'Atalanta incide anche sull'organizzazione dei suoi impegni professionali? Le è mai capitato di modificare il programma di uno spettacolo o di un appuntamento di lavoro per non perdere una partita della Dea?
«Sì, incide sui miei impegni, ma non nel senso che posso modificarli. Se ho uno spettacolo, ovviamente non posso rinviarlo per una partita. È successo però che l'Atalanta interferisse con quello che stavo facendo. L'anno scorso, mentre registravo un programma con Valentina Persia, l'Atalanta giocava contro il Paris Saint-Germain. Così, a ogni interruzione della registrazione, durante quelli che in gergo televisivo si chiamano neri tecnici, quando si simula lo stacco pubblicitario, chiedevo al pubblico come stesse andando la partita. La prima volta mi hanno risposto: "Zero a uno per il Paris". La seconda: "Zero a due per il Paris". Poi: "Zero a tre per il Paris". A quel punto ho detto: "Ecco, grazie e basta. Non informatemi più, siamo a posto così!". Insomma, la passione per l'Atalanta incide sui miei impegni, e non sempre favorevolmente».

Tra le pagine più importanti della storia recente dell'Atalanta c'è sicuramente la conquista dell'Europa League a Dublino. Dove ha seguito quella finale e che ricordi ne conserva?
«La settimana prima c'era stata la finale di Coppa Italia. Sapendo di non potere vedere entrambe le partite dal vivo, avevo chiesto a mio figlio di sceglierne una delle due. È vero che la trasferta a Dublino avrebbe potuto essere romantica, ma gli avevo fatto notare che saremmo andati ad affrontare una squadra che non perdeva da quarantuno partite e che aveva vinto la Bundesliga con settimane d'anticipo. Dall'altra parte c'era, invece, la Juventus, che la settimana prima aveva giocato contro la Salernitana. Alla fine abbiamo deciso di andare a Roma, convinti di poter assistere a una bella vittoria dell'Atalanta contro la Juve e di portarci a casa la Coppa Italia. Perfetto: Coppa Italia persa e vittoria a Dublino. Comunque la finale di Europa League l'ho vista in un pub al Villaggio degli Sposi, in città, insieme a mio figlio. Poi siamo andati in centro a festeggiare. È stata comunque una serata molto bella».

Un tifo vissuto di pancia, capace di sorridere persino delle delusioni più cocenti. Ma nell'integrale, quando il discorso arriva al presente e a Sarri, il comico smette di scherzare.

LEGGI QUI → L'intervista integrale di Omar Fantini ai microfoni esclusivi di TuttoAtalanta.com

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Sezione: Esclusive TA / Data: Mer 14 ottobre 2026 alle 18:00 / Fonte: Claudia Esposito
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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