Ventiquattro ore all'esordio nella League Phase di UEFA Conference League, e un portiere che non vede l'ora di tornare a vivere le notti europee. Ai microfoni di Sky Sport, dopo la conferenza stampa della vigilia, Marco Carnesecchi ha presentato la sfida della New Balance Arena contro il Pafos. Il portiere nerazzurro ha parlato delle aspettative alte che accompagnano la Dea in Europa, del lavoro in corso con Maurizio Sarri, dei primi segnali visti contro il Venezia, delle richieste in fase di costruzione dal basso e del suo rapporto con le serate da protagonista. Ecco quanto evidenziato da TuttoAtalanta.com

Marco, con quali prospettive parte il vostro cammino in Europa?
«Sicuramente le aspettative sono alte, sia dall'esterno sia dall'interno. Noi crediamo tanto in questa competizione, vogliamo fare molto bene e dimostrare il nostro valore, come abbiamo sempre fatto in Europa e in giro per il mondo. Quindi domani sarà una partita subito fondamentale, perché con questo nuovo format non c'è tempo per aspettare le partite finali».

Che avversario è il Pafos? L'avete già studiato e inquadrato?
«Oggi sicuramente faremo un'analisi più tattica del Pafos, mentre ieri abbiamo guardato più noi stessi, con il Venezia. Sicuramente sarà una squadra di grande impatto fisico, e noi dobbiamo farci trovare pronti sotto tutti gli aspetti, perché, come ti dicevo prima, in Europa non ci sono partite semplici».

Come procedono i lavori in corso con Sarri?
«Ti direi molto bene. Si sono visti anche i lavori fatti, con il Venezia, nella prima mezz'ora, nei primi quaranta minuti. È normale che in questo momento fisicamente non siamo ancora al meglio, perché abbiamo lavorato di più sulla fase tattica e perché c'era tanto da cambiare. Però diciamo che con il Venezia si sono visti i primi sprazzi di Atalanta».

Dal tuo punto di vista, cosa cambia con la difesa a quattro? Cambiano certe dinamiche rispetto al passato?
«Per me il lavoro è sempre quello, cioè parare il più possibile, e il mister mi chiede un po' più di costruzione dal basso. Con il mio lavoro cerco di dargli il più possibile, magari senza prendermi troppi rischi, perché non mi piace. Però cerco sempre di fare quello che l'allenatore mi richiede».

I piedi sono molto più morbidi rispetto a una volta.
«Sì, direi di sì: stanno crescendo anche loro. A parte gli scherzi, stiamo lavorando tanto con la squadra proprio su questa costruzione dal basso, che mi richiede il mister e che magari mi può richiedere anche il ct Mancini in nazionale».

Quando il portiere è spesso migliore in campo non è mai un buon segno: sogni una serata da "senza voto"?
«No, assolutamente no. Mi conosci: mi piace prendermi la scena, quindi sono felice di quello che sto facendo. Spero di continuare così, anzi di migliorarmi sempre di più».

Ambizione, ironia e voglia di essere decisivo: Carnesecchi si presenta all'esordio europeo con la consapevolezza di essere uno dei punti fermi della nuova Atalanta. In una vigilia segnata da rotazioni e un nodo difesa ancora da sciogliere, la Dea può contare su un portiere che le serate tranquille non le vuole proprio.

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Sezione: Interviste / Data: Mer 14 ottobre 2026 alle 18:43
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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