Ventiquattro ore all'esordio nella League Phase di UEFA Conference League, il primo nella storia nerazzurra. Ai microfoni ufficiali del club, Maurizio Sarri ha presentato la sfida della New Balance Arena contro il Pafos, reduce da una Champions League di alto livello nella passata stagione. Il tecnico nerazzurro ha descritto le insidie di un avversario ricco di qualità tecniche, ha indicato l'atteggiamento che chiede ai suoi, è tornato sui segnali emersi nella vittoria sul Venezia e, soprattutto, ha raccontato con sincerità il proprio stato d'animo alla vigilia di un appuntamento europeo, legato a una passione che, a suo dire, fatica perfino a considerare una professione. Ecco quanto evidenziato da TuttoAtalanta.com

Mister, esordio in Conference: che partita si aspetta dal Pafos, dopo aver analizzato le loro ultime gare?
«Mi aspetto una partita europea. Le partite europee sono sempre partite difficili e non ci dobbiamo fermare al nome degli avversari. Tra l'altro il Pafos, mi sembra, l'anno scorso ha fatto un'ottima Champions e ha disputato anche i playoff per gli ottavi di finale, quindi è una squadra di livello tecnico abbastanza elevato, piena di brasiliani e portoghesi: una squadra che ha sicuramente grandi qualità tecniche. Verrà fuori una partita difficile, come sempre o quasi sempre succede in Europa».

Che approccio vuole dalla sua squadra in una gara che apre la fase campionato? Che cosa conterà di più?
«Dobbiamo avere contemporaneamente fame, entusiasmo, voglia di giocare e spirito di sacrificio, perché secondo me, anche in Italia, il livello medio delle squadre considerate medio-piccole si è elevato tantissimo, e lo stesso vale per il livello medio delle squadre europee, soprattutto nei Paesi meno considerati. Quindi ci sarà da giocare con entusiasmo, ma ci saranno anche momenti di sofferenza, e vanno accettati e superati».

L'Atalanta arriva dalla vittoria sul Venezia, che nel primo tempo ha dato dei bei segnali.
«Sì, abbiamo fatto trentacinque minuti di altissimo livello: anche le efficienze tecniche calcolate con l'intelligenza artificiale nel primo tempo sono altissime. Poi abbiamo fatto un secondo tempo in cui c'è stato da soffrire. Però io le partite del Venezia le ho viste tutte: purtroppo per loro sono finite tutte così, ma contro di loro la sofferenza c'è stata per tutti».

Che sensazioni ci sono alla vigilia?
«In questo momento le sensazioni sono quelle di chi deve riordinare le idee, chiaramente, perché partite a così stretto giro di posta sono sempre di grande difficoltà. Quindi vediamo oggi lo stato d'animo dei ragazzi e, soprattutto, a che livello di recupero siamo».

E lo stato d'animo di Maurizio Sarri? C'è emozione alla vigilia di un esordio in Europa?
«Sì, tanta. Le partite sono importanti o meno in relazione a quanto le senti dentro, non in relazione all'aspetto mediatico che possono avere. E io ho la fortuna di divertirmi ancora in questa professione, che faccio fatica perfino a considerare una professione, perché è una passione. E quindi le partite le sento».

Rispetto per l'avversario, equilibrio tra entusiasmo e sofferenza e un'emozione che non si nasconde: Sarri si avvicina alla prima europea della Dea con lo spirito di chi, dopo tanti anni, vive ancora ogni partita come una passione. Domani alla New Balance Arena, con rotazioni e un nodo difesa ancora da sciogliere, comincia l'avventura in Conference.

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Sezione: Interviste / Data: Mer 14 ottobre 2026 alle 18:31
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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