L'attesa febbrile sta per trasformarsi in pura adrenalina sul prato della New Balance Arena. Alla vigilia della delicatissima gara d'andata degli ottavi di finale di Champions League contro il colosso Bayern Monaco, a prendere la parola per l'Atalanta è uno dei suoi senatori più carismatici e decisivi: Mario Pašalić. Il centrocampista croato, ormai a un solo passo dal podio dei migliori marcatori all-time della storia del club orobico, è intervenuto ai microfoni di Sky Sport per tracciare la rotta verso un'altra potenziale impresa europea. Dalla necessità di inaridire le fonti di gioco bavaresi, con un focus speciale su Joshua Kimmich, alla sconfinata voglia di vivere l'ennesima notte magica sotto il cielo di Bergamo, il numero 8 non si nasconde e suona la carica con la consueta freddezza mista a profondo orgoglio. Ecco quanto evidenziato da TuttoAtalanta.com:
L'Atalanta ha le carte in regola per mettere in seria difficoltà una corazzata come il Bayern Monaco, qualora riuscisse a esprimersi al massimo delle proprie potenzialità domani sera?
«Sì, speriamo vivamente di farcela. Siamo perfettamente consapevoli che andremo ad affrontare una delle migliori squadre al mondo in questo preciso momento storico, una formazione che rientra di diritto tra le principali favorite assolute per la vittoria finale della competizione. Da parte nostra, cercheremo di mettere in campo tutto il nostro bagaglio tecnico e agonistico per compiere un'altra grande impresa. Il nostro desiderio più grande è quello di riuscire a vivere e far vivere ai nostri tifosi un'altra notte magica qui a Bergamo».
Si profila un'altra notte magica contro un avversario inedito: il Bayern è forse l'unica grande potenza calcistica europea che l'Atalanta non aveva ancora incrociato in questi anni di coppe. Siete riusciti a individuare dei punti deboli nel loro scacchiere tattico?
«È vero, sono rimaste davvero pochissime big continentali contro cui non abbiamo ancora avuto il piacere e l'onore di misurarci in questi anni. Ripeto, in questo momento i bavaresi rappresentano una delle eccellenze assolute, però abbiamo preparato la partita con grande attenzione ai dettagli. Anche loro, come ogni squadra, hanno inevitabilmente qualche punto debole e noi cercheremo in tutti i modi di sfruttarlo a nostro vantaggio. Un esempio pratico? Preferisco tenerlo per noi all'interno dello spogliatoio. L'abbiamo preparata accuratamente e l'intento è proprio quello di riuscire a sorprenderli sul campo».
Il Bayern è anche una delle poche squadre a cui non hai ancora segnato una delle tue reti pesanti. Qual è il segreto o la "magia" che ti spinge quasi sempre oltre il limite, permettendoti di incidere in quasi tutti i grandi appuntamenti europei?
«Non ci sono formule magiche o segreti particolari. La verità è che mi godo profondamente queste partite, perché fin da quando sei bambino sogni di poter calcare i palcoscenici della Champions League, affrontando i club più grandi del mondo per dimostrare il tuo reale valore. Questo palcoscenico ti porta inevitabilmente a tirare fuori qualcosa in più, a dare fondo a tutte le energie. Certo, sarebbe fantastico riuscire a lasciare il segno anche domani sera, però l'aspetto fondamentale resta sempre e solo il modo in cui ci presentiamo come collettivo. Dobbiamo arrivare all'appuntamento coraggiosi, lucidi e pronti a giocarci tutte le nostre carte senza alcun timore».
Considerando che la qualificazione si deciderà nell'arco dei centottanta minuti, con il ritorno in programma a Monaco tra otto giorni, l'obiettivo principale di questa gara d'andata è mantenere il discorso aperto?
«Sì, assolutamente sì. Sappiamo che ci giochiamo il passaggio del turno su centottanta minuti complessivi. Domani si disputerà soltanto il "primo tempo" di questo doppio confronto. L'obiettivo è quello di mettere basi solide in questa prima sfida, per poi andare in Germania e provare a completare un'altra impresa nella gara di ritorno. Serve la massima concentrazione per non compromettere nulla e tenere viva la qualificazione».
A livello personale, con la recente rete segnata alla Lazio, sei arrivato a quota 67 gol in 330 partite con questa maglia, posizionandoti a un solo passo dal podio dei migliori marcatori all-time del club, dietro a mostri sacri come Doni, Zapata e Muriel. È un traguardo che ti inorgoglisce?
«Sì, ho avuto modo di leggere questo dato statistico e devo ammettere che mi rende estremamente orgoglioso l'idea di aver raggiunto cifre del genere con questa maglia così importante. Arrivare a questo traguardo e magari salire sul podio segnando proprio domani sarebbe lo scenario ideale e il coronamento di un percorso bellissimo. In ogni caso, ripeto a me stesso che ho ancora tante partite davanti a me per continuare a dare il mio contributo alla squadra e per migliorare ulteriormente questi numeri».
Spostandoci sull'analisi tattica, la zona nevralgica del campo sarà cruciale. Come vedi l'affascinante duello in mediana che opporrà il centrocampo nerazzurro alla coppia tedesca formata da Kimmich e Pavlovic?
«Sarà una battaglia sportiva fondamentale, assolutamente sì. Kimmich è senza dubbio uno dei loro principali punti di riferimento, il fulcro da cui parte quasi tutto il loro sviluppo del gioco. Di conseguenza, dovremo essere estremamente bravi a limitare il suo raggio d'azione lì in mezzo al campo, perché sono i loro centrocampisti a dettare i tempi e a innescare i formidabili attaccanti che hanno davanti. Dobbiamo farci trovare pronti: servirà essere coraggiosi, tatticamente disciplinati e molto aggressivi sui loro portatori di palla per spezzare il loro ritmo».
Un concentrato di maturità, pragmatismo e sconfinato amore per le grandi sfide internazionali. Mario Pasalic si conferma non solo un finalizzatore infallibile nei momenti cruciali, ma anche un leader silenzioso capace di indicare la via ai compagni. L'Atalanta affila le armi: il Bayern Monaco è avvisato, la Dea è pronta a trasformare la notte di Bergamo in un altro imperdibile capitolo della sua epopea europea.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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