Arrivano segnali meno allarmanti sulle condizioni di Pablo Daniel Osvaldo. A rompere il silenzio sono stati i familiari dell'ex attaccante, che hanno descritto un quadro in miglioramento: «Dani sta bene, è lucido e non è sedato». Il peggio, insomma, sembra alle spalle, anche se il quarantenne resta sotto stretta osservazione.

IL RICOVERO E IL QUADRO CLINICO - L'ex centravanti si trova dallo scorso giovedì nel reparto di terapia intensiva dell'ospedale municipale di Llavallol, in provincia di Buenos Aires. La diagnosi parla di un'infezione polmonare che ha provocato un versamento pleurico, ossia un accumulo anomalo di liquido e pus attorno al polmone destro. A capire che non si poteva più attendere era stata una delle sorelle, che lo ha accompagnato in ospedale.

SI ATTENDE LA BIOPSIA - L'équipe medica non ha ancora chiarito l'origine del problema. Le risposte dovrebbero arrivare dai risultati della biopsia, eseguita asportando due centimetri di polmone: saranno quegli esami a stabilire la reale gravità della situazione. Dalla famiglia, intanto, è arrivata anche una considerazione che spiega lo spavento vissuto: «L'hanno preso in tempo».

LE IPOTESI SULLE CAUSE - Mentre i medici indagano, la stampa argentina ha provato a ricostruire i giorni precedenti al malore. Da tempo, viene riferito, l'ex giocatore non stava bene, e non si esclude che l'episodio possa essere collegato all'uso di sostanze stupefacenti. Si tratta al momento di ipotesi, non di conclusioni cliniche.

IL RACCONTO DEL 2024 - Il tema, purtroppo, non è nuovo. Nel marzo di due anni fa era stato lui stesso, con un video affidato ai social, a raccontare uno dei periodi più difficili della propria esistenza, ammettendo un uso prolungato di droghe cominciato quando il calcio era uscito dalla sua vita, accompagnato da un abuso di alcol. In quell'occasione aveva usato parole durissime su di sé: «Chiedo aiuto perché non posso uscirne da solo».

LA DEPRESSIONE E LA RISALITA - A quel periodo risalgono anche le confessioni sull'isolamento: viveva chiuso in casa, senza un lavoro stabile e dopo aver esaurito i propri risparmi. Un percorso psichiatrico lo aveva poi aiutato a uscire dal tunnel e dalla depressione, con il ritorno alla musica insieme alla sua band, i Barrio Viejo, con i quali il prossimo 31 ottobre dovrebbe celebrare dieci anni di attività. Le cronache locali, però, hanno raccontato di una ricaduta lo scorso anno.

IL LEGAME CON BERGAMO - In Italia il suo nome è legato soprattutto a Roma, Inter e Juventus, ma il primo passo nel nostro calcio porta la firma dell'Atalanta: fu la società orobica a portarlo dall'Argentina nel gennaio del 2006, quando la squadra militava in Serie B.

TRE PRESENZE E UN GOL IN NERAZZURRO - Il bilancio di quella breve parentesi bergamasca si chiuse con tre presenze e una rete, avendo trascorso gran parte della stagione con la formazione Primavera. Dall'estate successiva cominciò il percorso che lo avrebbe portato al Lecce, alla Fiorentina e poi in alto, fino a le maglie più prestigiose del calcio italiano e alla Nazionale.

La prognosi, per il momento, resta riservata. E chi gli vuole bene aspetta notizie migliori.

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Sezione: L'angolo degli ex / Data: Dom 27 settembre 2026 alle 06:30
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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