Era una Juventus già laureata campione d’Italia quella che doveva affrontare l’Atalanta, ma una Juventus che non avrebbe concesso nulla per non rovinare la festa scudetto e il record di imbattibilità. Un’Atalanta che avrebbe festeggiato comunque la sua salvezza ottenuta sul campo dopo una stagione memorabile chiusa a 46 punti, che a voler ben guardare sarebbero 52 togliendo la penalizzazione. Al 12’ del secondo tempo l’attimo più emozionante di tutti i 90 minuti, e chi è sportivo questo lo sa. Non c’è tifoseria che tenga, quando sul tabellone compare la freccia rossa accompagnata dal nome di Alex Del Piero che indica la sostituzione, si alza un grande applauso, il più forte, il più sentito, per quel capitano che ha scritto la storia della sua squadra, per quell’uomo che resta un esempio per tutti e che adesso saluta il suo stadio con le lacrime agli occhi. Ma riavvolgendo il nastro e tornando al primo minuto, se Conte decide di dar spazio ai giocatori rimasti un po’ nell’ombra durante il campionato, mister Colantuono schiera la formazione migliore, quella di sempre, solo Frezzolini sostituisce tra i pali l’infortunato Consigli. Sebbene consapevoli di aver già raggiunto l’obiettivo e di aver davanti uno dei grandi club d’Italia, i nerazzurri non vogliono far brutta figura e mettono in campo il meglio di loro stessi. Non basta, i padroni di casa si portano in vantaggio dopo dieci giri di cronometro con il giovane Marrone e poi ancora alla mezz’ora, stavolta con Del Piero. La Dea non si scoraggia e prova a farsi avanti con Denis e con uno sfortunato Bonaventura che fa tremare il palo, ma solo l’autogol di Lichtsteiner riapre la partita e accende le speranze, spente definitivamente da Barzagli dagli undici metri. C’è poco da fare, lo Juventus Stadium è tutto per Del Piero e la partita, a questo punto, è passata sullo sfondo. La Juve campione d’Italia alza la coppa e l’Atalanta torna a Bergamo, la sua salvezza però vale molto di più, almeno per i suoi tifosi. 

Sezione: La Dea in Rosa / Data: Lun 14 maggio 2012 alle 13:00
Autore: Sabrina Pedersoli
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