L’ultima sfida tra le mura amiche per i ragazzi di mister Colantuono è contro la Lazio, poi l’Atleti Azzurri d’Italia, per questa stagione, chiude i battenti. Ad accogliere i giocatori sul campo non solo i soliti applausi che accompagnano la canzone degli Status Quo, ma uno stadio colorato di nerazzurro, con le gigantesche maglie che compaiono in Curva Nord, con i nomi di quei campioni che hanno scritto la storia dell’Atalanta. E uno striscione, in alto, recita “Essere atalantini, esserlo dentro … Le bandiere non sono gli ottimi giocatori, ma uomini d’esempio e ricchi di valori”, chissà poi se con qualche allusione, è certo che la bandiera del presente nerazzurro un nome ce l’ha e ben chiaro, una delle maglie porta proprio il suo nome: Gianpaolo Bellini. Poi si scende sul campo, si gioca. Dopo pochi giri di cronometro iniziano le prime polemiche sul campo e sugli spalti: l’Atalanta e il suo popolo chiamano il rigore, l’arbitro e gli assistenti negano e lasciano proseguire. Passa poco più di mezz’ora e per i nerazzurri arriva la prima doccia fredda della giornata: Kozak porta in vantaggio i suoi, lasciando uno stadio muto.

La Dea porta così negli spogliatoi un risultato sfavorevole, ma con ancora un tempo da giocare. Ci prova, forse senza crederci fino in fondo e resta in dieci, quando l’arbitro decide di allontanare una sua pedina, Guglielmo Stendardo, che nel giorno del suo compleanno e per di più nella sfida da ex della Lazio, invece di lasciare il segno, gira i tacchetti e scende negli spogliatoi prima di tutti gli altri. A chiudere i novanta minuti ci pensano di nuovo gli uomini di Reja, che raddoppiano con Cana e Frezzolini può solo stare a guardare. Una giornata storta per i nerazzurri, che salutano comunque con il sorriso i tanti tifosi accorsi per sostenerli anche nell’ultima partita casalinga. “Sarei un pazzo se mi arrabbiassi dopo un campionato del genere. Dispiace soprattutto per il rigore grande come una casa che non ci hanno dato. Non sono assolutamente deluso anche perché le ultime tre partite sapevamo già che sarebbero state proibitive. Peccato, ripeto, perché oggi non abbiamo fatto assolutamente male”, commenta mister Colantuono. Un risultato diverso avrebbe di certo chiuso in bellezza la stagione, ma nemmeno i tifosi contestano, non è questa partita a macchiare lo straordinario percorso svolto fino alla salvezza.

Sezione: La Dea in Rosa / Data: Lun 07 maggio 2012 alle 15:00
Autore: Sabrina Pedersoli
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