Una sosta arrivata nel momento migliore alla quale però la Lazio si è approcciata nella maniera peggiore. Il 5-0 di Bologna ha lasciato strascichi e non sono passate inosservate le dichiarazioni di ieri di Fabiani, dove non viene messo in discussione direttamente Marco Baroni ma un passaggio non è passato inosservato. “Io sono come il progettista di una macchina. Aspetto la fine della corsa per vedere se c'è un pezzo che non va. Il discorso riguarda tutti, non solo il tecnico”. Un messaggio chiaro a tutti i naviganti, in primis lo stesso Baroni che per la prima volta viene chiamato in causa dalla società. La squadra è arrivata a questa sosta con la spia della benzina accesa e la società si aspettava una diversa valorizzazione della rosa. Baroni non sta dando spazio agli acquisti di gennaio, il tecnico non ritiene pronti calciatori che sono arrivati come prospetti per il futuro. Provstgaard è a zero minuti e giocava nella squadra ultima in classifica nel campionato danese, mentre Ibrahimovic nel 2024 ha giocato 118 minuti in partite ufficiali in dodici mesi tra Frosinone e Bayern. Belahyane è l’unico che aveva più minuti nelle gambe e un’esperienza in Serie A, anche se a Verona e con obiettivi ben diversi.
Lazio, scelte obbligate dagli infortuni: le alternative hanno giocato di più
Tra infortuni e liste ridotte, le alternative a disposizione di Baroni erano ben poche per alternare la rosa tra Serie A ed Europa League. In difesa solo Lazzari e Gigot sono stati a disposizione, visto che Patric ha recuperato dopo tre mesi di stop nelle ultime partite, Hysaj è ancora ai box e Pellegrini è fuori lista. A centrocampo l’unico che poteva far rifiatare Guendouzi e Rovella anche in Europa era Vecino, con Dele-Bashiru out per il problema alla caviglia accusato a Venezia. Le soluzioni come sempre Baroni numericamente le ha avute in attacco, dove con l’infortunio di Castellanos è stato richiesto a Noslin, Tchaouna e Pedro di salire in cattedra. Sei elementi con cui provare a ruotare la rosa, sei elementi che hanno visto incrementare tutti il loro minutaggio rispetto ai primi cinque mesi di stagione. Lazzari è diventato quasi un titolare visti gli stop di Tavares, passando dall’avere una media di 35 minuti a partita ai 58 minuti a gara delle ultime sette sfide ufficiali. Gigot è passato da 23 minuti a 37 nonostante la squalifica nel ritorno degli ottavi di finale di Europa League. Vecino è rientrato da uno stop di tre mesi e nelle cinque partite in cui è stato a disposizione ha giocato 59 minuti a gara contro i 50 giocati prima dell’infortunio. Anche in attacco è cresciuto il minutaggio, chi è rimasto stabile è l’evergreen Pedro intorno ai 40 minuti a partita, mentre sono cresciuti i minuti sia per Noslin (da 27 a 32) sia per Tchaouna (da 30 a 32). Per scelta o per necessità Baroni ha usato tutta la rosa a sua disposizione in Europa, chi sta avendo poco minutaggio sono i tre acquisti di gennaio. È Baroni che non vuole valorizzare la rosa o i nuovi acquisti non sono ancora pronti per lottare per un posto in Champions? Ai posteri l’ardua sentenza.
Autore: Red. TuttoAtalanta.com
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