Il primo cambio della sua era nerazzurra sotto la nuova guida tecnica e, soprattutto, la fascia al braccio: la serata di Ederson alla New Balance Arena ha avuto un valore che va oltre i tre punti conquistati contro il Bologna. Ai microfoni di DAZN, nel post gara della vittoria per 1-0 firmata da Samardžić, il centrocampista brasiliano ha risposto alle domande dello studio parlando della condizione atletica del gruppo, dei tempi necessari per assimilare le idee di Sarri, del proprio ruolo in campo e dell'eredità lasciata da de Roon, con il quale il rapporto resta saldissimo. Ecco quanto evidenziato da TuttoAtalanta.com
Ederson, avete sofferto un po' dal punto di vista atletico: la condizione non è ancora al cento per cento oppure manca ancora qualcosa nel comprendere le idee di Sarri e certi meccanismi?
«Noi fisicamente stiamo benissimo, perché altrimenti non saremmo riusciti a tenere questa partita fino alla fine: abbiamo corso tanto, abbiamo difeso. Secondo me è una cosa da adeguarsi ancora di più al sistema, piano piano, e ci stiamo adeguando. Adesso è l'inizio della stagione, quindi è molto difficile che arrivi un allenatore e tutti quanti capiscano subito: è una cosa molto, molto difficile secondo me, ci sarà sempre qualcosina mentre giochiamo e mentre ci alleniamo. Piano piano riusciremo a capire bene. Però la cosa importante è che atleticamente e fisicamente stiamo bene: abbiamo tenuto fino alla fine e poi, con il tiro di Samardžić, siamo riusciti a prendere questi tre punti».
Fino a stasera non era mai stato sostituito da quando c'è Sarri, in partite ufficiali. È diventato un giocatore importantissimo per il mister ed è il capitano: come cambia il suo ruolo nel gioco di Sarri, un ruolo che di solito ricopre anche nella nazionale brasiliana?
«Sì, sono stato sostituito, è la prima volta. Ma questa è una cosa di gioco, una cosa che decide sempre il mister: poi sono entrati Samardžić e Zalewski e hanno fatto benissimo, siamo riusciti a prendere i tre punti, e questa è la cosa importante. Il mio ruolo lo avevo già fatto prima alla Salernitana e anche un po' in nazionale, quindi è una cosa a cui sono già più o meno abituato. Ci sono qualche movimento un po' diverso, che sto imparando, ma io sono abituato a giocare così e riesco ad abituarmi molto velocemente. Solo che, secondo me, tre o quattro partite non sono sufficienti per essere al cento per cento con tutti i movimenti e con tutte le azioni, soprattutto a livello di pressing, o magari quando abbiamo la palla e ci sono dei dubbi sugli spazi. Ma questo piano piano sicuramente riusciremo a tenerlo e a impararlo: ci sta, e sarà durante la stagione».
Oggi ha indossato la fascia da capitano ereditata da Marten de Roon: quando ve l'hanno comunicato e quanto orgoglio, ma anche quanto peso, le dà?
«È un onore, ed è stata una cosa naturale. Soprattutto indossarla dopo Martin è stato un onore davvero. Prima c'era anche Toloi: i primi capitani sono stati molto, molto corretti con me, mi hanno aiutato tantissimo, sia Toloi prima sia Martin dopo. Io e Martin abbiamo un rapporto bellissimo, ci siamo parlati anche qualche ora fa: gli voglio benissimo e l'ho ringraziato per tutti gli anni che abbiamo giocato insieme, per tutte le mani che mi ha dato fin dall'inizio, per avermi fatto capire velocemente tutte le cose dell'Atalanta. Lo ringrazio sempre e gli auguro il meglio, una grandissima stagione».
Lucidità, gratitudine e nessuna fretta: Ederson raccoglie la fascia più pesante dello spogliatoio nerazzurro con la naturalezza di chi in questi anni si è guadagnato tutto sul campo. E se il gioco di Sarri richiede ancora tempo, la certezza è che la squadra ha tenuto fino alla fine, che per ora basta e avanza.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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