Le scorie del vibrante scontro diretto della New Balance Arena continuano ad alimentare il dibattito mediatico. Il successo in rimonta per due a uno dell'Atalanta sul Napoli porta con sé una inevitabile scia di veleni legati alla direzione di gara di Daniele Chiffi, finita prepotentemente sotto la lente d'ingrandimento. A sviscerare le decisioni più spinose ci ha pensato Graziano Cesari, ex arbitro e noto moviolista televisivo, che dai salotti di Mediaset ha offerto una rilettura a dir poco critica dell'operato della squadra arbitrale, gettando pesanti ombre sull'utilizzo e sull'efficacia della tecnologia nei momenti cruciali della sfida.

IL GIALLO DEL RADDOPPIO NEGATO - L'episodio che ha scatenato le maggiori recriminazioni della panchina campana riguarda la rete invalidata a Miguel Gutierrez, un frangente in cui l'incertezza del direttore di gara ha giocato un ruolo nevralgico. Secondo la ricostruzione di Graziano Cesari, l'atteggiamento dell'arbitro padovano ha spianato la strada all'intervento della sala video. «Daniele Chiffi porta il fischietto alla bocca ma esita a fischiare, per poi annullare la marcatura seguendo la propria interpretazione della dinamica», ha evidenziato l'opinionista. Una gestione che lascia perplesso l'ex fischietto, convinto che il duello fisico tra Rasmus Hojlund e Isak Hien fosse un banale e normalissimo contrasto di gioco. «Pagherei per poter ascoltare gli audio e i dialoghi intercorsi con la postazione Var in quei concitati istanti», ha ammesso senza giri di parole.

LA MACCHIA SUL PAREGGIO - L'analisi chirurgica non risparmia nemmeno la marcatura che ha rimesso in carreggiata la formazione di Raffaele Palladino. L'azione che ha portato al momentaneo uno a uno firmato da Mario Pasalic sarebbe infatti viziata da un'irregolarità passata clamorosamente inosservata agli occhi della terna. Per Graziano Cesari, prima della concessione del decisivo calcio d'angolo da cui è scaturita la rete nerazzurra, c'è un contatto evidente che andava sanzionato: l'esterno atalantino Nicola Zalewski avrebbe spinto via in modo falloso il diretto avversario Pasquale Mazzocchi. Un dettaglio tutt'altro che trascurabile che, se ravvisato, avrebbe interrotto l'offensiva dei padroni di casa sul nascere.

IL MISTERO DEL MONITOR E DELLA FRETTA - L'ultimo affondo del moviolista televisivo riguarda la controversa cancellazione del penalty inizialmente assegnato ai partenopei per un presunto intervento di Isak Hien su Rasmus Hojlund. A destare sconcerto, in questo caso, non è solamente la scelta finale, ma la frettolosa procedura adottata davanti allo schermo a bordo campo. Graziano Cesari non usa mezzi termini per condannare le tempistiche della revisione: «Hanno mostrato al fischietto veneto solamente un paio di inquadrature e, in appena dodici secondi netti, ha ribaltato completamente la sua decisione originaria. La cosa grave è che non gli è stata fornita l'unica immagine davvero decisiva per inquadrare correttamente l'entità del contatto». Un cortocircuito che evidenzia una preoccupante difformità di giudizio generale: «Se decreti la massima punizione dal campo, devi avere il coraggio e la coerenza di lasciarla in essere», ha sentenziato l'esperto.

Il salotto di Mediaset consegna così agli archivi un verdetto mediatico decisamente severo. Al netto dell'indiscutibile carattere mostrato dall'Atalanta nel ribaltare lo svantaggio, la disamina su Daniele Chiffi dimostra come, anche nell'era della tecnologia imperante, la soggettività e l'interpretazione umana restino i fattori più imprevedibili e infiammabili del nostro calcio.

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Sezione: Primo Piano / Data: Lun 23 febbraio 2026 alle 12:06
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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