Un quarto di secolo non è bastato a sbiadirla: la corsa di Carlo Mazzone sotto la curva dell'Atalanta compie venticinque anni e continua a circolare, trasformata in meme, anche sugli schermi di ragazzi che quel pomeriggio non erano ancora al mondo. La frase che la annunciò, «Se famo er 3-3 vengo sotto la curva...», ha ormai scavalcato i confini del tifo per entrare nel lessico comune del Paese.

IL DERBY DEL RIGAMONTI - Era il 30 settembre 2001 e il derby lombardo del Rigamonti si chiuse sul 3-3, con Roberto Baggio autore di tutte le reti bresciane: una tripletta che quel giorno lo riportò in testa alla classifica marcatori, a quota cinque. Il tecnico romano aveva lanciato la sua sfida alla mezz'ora del secondo tempo, quando proprio il Codino aveva accorciato sul 2-3, rivolgendosi al settore bergamasco da cui per tutta la gara gli era arrivata addosso una pioggia di insulti. Poi, a ridosso del novantesimo, una carambola consegnò a Baggio il pallone del pareggio. E Mazzone non si rimangiò la parola, lanciandosi di corsa verso il settore dei tifosi nerazzurri.

CESARE ZANIBELLI - In quei secondi di delirio, con tutti gli sguardi incollati su Baggio, uno solo intuì cosa stava per accadere. Cesare Zanibelli, immobiliarista di professione e, la domenica, uomo di collegamento tra il Brescia del presidente Corioni e la Lega Calcio, era già entrato in campo per arginare la furia del tecnico. Per lui non c'era sorpresa: il mister manteneva sempre ciò che prometteva, e appena lo vide partire scattò a sua volta. «Ho cercato di trattenerlo senza mettermi davanti a lui: mi avrebbe travolto». Il racconto – raccolto dal Corriere di Brescia – restituisce l'immagine di un allenatore dal fisico imponente, capace di diventare un uragano quando perdeva le staffe. Un episodio che Zanibelli, sorridendo, descrive come una specie di incubo a lieto fine che non lo ha più lasciato.

BAGGIO E GUARDIOLA - Nella sua memoria restano impresse anche le reazioni dei due campioni di quella squadra. Baggio non gli risparmiò la battuta: «Roby mi prese in giro: avevo 40 anni, disse che mi ero fatto battere da un anziano». E poi c'era Pep Guardiola, presentato alla città proprio prima del fischio d'inizio: il giorno seguente i due girarono insieme alla ricerca della casa da prendere in affitto, e lo spagnolo non resistette all'ironia, osservando di essere capitato in una città davvero tranquilla.

MAZZONE E GUARDIOLA - Curioso, col senno di poi, che l'allenatore in un primo momento non lo volesse: in estate, per quel ruolo, aveva spinto con la società per l'acquisto di Federico Giunti. Da quella diffidenza iniziale sarebbe invece germogliato un rapporto da padre e figlio.

LA RISPOSTA A GIRAUDO - Per Zanibelli, quella corsa racchiude l'essenza dell'uomo: la capacità di convertire una propria fragilità in un successo. Anche sul campo. C'era chi, come Antonio Giraudo, all'epoca vero regista della Juventus, lo invitava a dedicarsi ai nipoti; Mazzone gli replicò di persona negli spogliatoi, prima della sfida con i bianconeri. La risposta definitiva, però, la diede la classifica: «Altro che pensionato: senza la sua guida sapiente, in un'annata segnata dalla morte di Mero e da tanti eventi sfortunati, non ci saremmo salvati». Il richiamo a Vittorio Mero riporta alla ferita più profonda di quella stagione, superata anche grazie alla tempra del suo allenatore.

SOR CARLETTO - Un classico che non passa di moda. E tre estati dopo il suo addio, il calcio italiano continua ad accorgersi di quanto gli manchi.

IL DERBY DEL 30 SETTEMBRE 2001

Partita Brescia-Atalanta
Stadio Rigamonti
Risultato finale 3-3
Reti di Baggio 3
Baggio in classifica marcatori Primo, con 5 gol


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Sezione: Rassegna Stampa / Data: Mer 30 settembre 2026 alle 22:12
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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