Ci sono partite che rivelano un giocatore a chi lo vede tutti i giorni. Lunedì a Bursa Giacomo Raspadori ha giocato quarantacinque minuti partendo da destra e finendo sempre in mezzo, tra le linee, a dettare i tempi di un'Italia che ha segnato tre gol nel primo tempo. L'Eco di Bergamo lo ha letto con una frase che pesa: l'Atalanta ha un regista d'attacco e non lo sapeva. Stiamo parlando di un tempo solo, non di una stagione, ma di un tempo che a Zingonia dovrebbero rivedere con attenzione.

Nella Dea di Maurizio Sarri, Raspadori è stato finora un esterno sinistro in ballottaggio con Jonathan Rowe, con la panchina di Torino come ultimo capitolo. Mancini lo ha messo largo per farlo accentrare, e il risultato è stato un giocatore che ha toccato tutti i palloni importanti. È lo stesso principio del 4-2-3-1 che il tecnico ha usato a gara in corso, e che a Bergamo qualcuno invoca da settimane: un rifinitore tra le linee, invece di due esterni puri.

Il cambio all'intervallo, spiegato da una fonte come un piccolo problema fisico, lascia un'incognita da chiarire prima di Parigi. Ma la lezione resta. In un attacco che ha tirato una volta in porta all'Allianz, come ricordava la prima pagina dell'Eco dopo il Cagliari, un uomo che crea gioco tra le linee non è un lusso. È la soluzione più semplice a portata di mano.

Un tempo a Bursa ha mostrato il Raspadori che serve alla Dea: ora tocca a Sarri decidere se vuole vederlo anche a Bergamo.

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Sezione: Zingonia / Data: Mer 30 settembre 2026 alle 11:30
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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