Il settore giovanile dell'Atalanta ha fruttato 346,5 milioni di euro di cessioni negli ultimi anni: una cifra che nessun altro club italiano è riuscito a eguagliare. Una miniera che ha finanziato la crescita della Dea e che, stagione dopo stagione, continua a produrre giocatori capaci di generare valore sul mercato.

L'ERA GASPERINI - Il punto di partenza è la vendita di Mattia Caldara, 19 milioni nella prima stagione di Gian Piero Gasperini sulla panchina nerazzurra. Da lì la curva non ha più smesso di salire, coinvolgendo anche profili la cui crescita non è legata principalmente al lavoro del tecnico di Grugliasco, come Dejan Kulusevski o Marco Palestra. Con Gasperini la dimensione del club è cambiata radicalmente, ma l'effetto si è prolungato ben oltre il suo ciclo: il valore economico generato dal vivaio di Zingonia resta uno dei tratti distintivi della società.

IL RECORD DI PALESTRA - Proprio Palestra rappresenta la vetta di questa classifica: con 60 milioni è la cessione più ricca mai realizzata dall'Atalanta con un prodotto del proprio settore giovanile. Allargando lo sguardo a tutte le operazioni in uscita, il primato assoluto appartiene invece a Rasmus Højlund.

LE CESSIONI STAGIONE PER STAGIONE - Il 2017-18 resta l'annata più fruttuosa della serie, con quattro partenze pesanti: Alessandro Bastoni per 31 milioni, Franck Kessie per 28, Andrea Conti per 24 e Roberto Gagliardini per 22,5, oltre cento milioni complessivi in una sola stagione. Dopo due annate senza vendite dal vivaio, sono arrivati i 39 milioni per Kulusevski nel 2020-21 e i 27 per Amad Diallo l'anno successivo. Nel 2022-23 il colpo principale è stato Musa Barrow, ceduto per 15 milioni, mentre nel 2024-25 hanno portato introiti significativi Caleb Okoli (15) e Nicolò Cambiaghi (12). Nel 2025-26 è stata la volta di Matteo Ruggeri (17) e Roberto Piccoli (13), prima del record firmato da Palestra. Attorno a queste operazioni principali ruota una lunga serie di cessioni minori, che contribuiscono a comporre il totale.

LA LEVA DEI PRESTITI - Il meccanismo non si esaurisce a Zingonia. Molti giovani vengono mandati a maturare altrove, per tornare a Bergamo con un valore moltiplicato: Piccoli è l'esempio più recente, preceduto da Okoli e da Emmanuel Latte Lath. Quest'ultimo, dopo un esordio scintillante in nerazzurro impreziosito dal gol alla Juventus, aveva smarrito la strada, ritrovandola solo con il San Gallo.

SCALVINI, CARNESECCHI E BERNASCONI - E il futuro promette altre operazioni di peso. In prima squadra, oggi, i prodotti del vivaio sono tre: Giorgio Scalvini, Marco Carnesecchi e Lorenzo Bernasconi. Tutti, potenzialmente, candidati a trasformarsi in plusvalenze di prima grandezza.

Il conto è già da primato, ma a Zingonia la fabbrica del talento non ha alcuna intenzione di fermarsi.

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Sezione: Primo Piano / Data: Mer 30 settembre 2026 alle 21:00 / Fonte: TMW
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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