Il Parma torna a respirare, l'Atalanta di Maurizio Sarri invece fatica a stare a galla. Al triplice fischio il pubblico di Bergamo, non soltanto quello più caloroso, ha salutato l'uscita della squadra con una bordata di fischi, la stessa riservata mezz'ora prima al capitano Éderson, sostituito per la prima volta negli ultimi due mesi e simbolo di un avvio di stagione allarmante. Nel dopo partita hanno parlato il direttore sportivo e l'allenatore, con dichiarazioni riportate da La Gazzetta dello Sport che fotografano un momento delicatissimo.

IL CONFRONTO SOTTO LA NORD - A differenza di quanto accaduto dopo il pareggio con il Frosinone, stavolta i giocatori si sono fermati per diversi minuti davanti alla curva, una scena che a Bergamo non si vedeva da anni. Un momento che non è sfuggito a Cristiano Giuntoli, presentatosi davanti ai microfoni per metterci la faccia: «Siamo molto dispiaciuti, chiediamo scusa ai tifosi per il secondo tempo inaccettabile». Un'ammissione accompagnata da una linea di condotta precisa: «Adesso bisogna lavorare in silenzio, con la testa bassa». E poi la decisione più concreta: «Di comune accordo con l'allenatore, andiamo tutti insieme in ritiro fino a domenica».

GIUNTOLI BLINDA SARRI - Il dirigente ha voluto proteggere il tecnico, distribuendo le responsabilità del peggior avvio di campionato dai tempi precedenti all'era Gasperini. Società, staff, allenatore e calciatori, nella sua lettura, condividono lo stesso fallimento: «Noi ci mettiamo in discussione tutti i giorni». Nessun capro espiatorio, dunque, e una conferma senza ambiguità: «Si va avanti con Sarri, assolutamente».

LA FRAGILITÀ CHE SARRI NON SI ASPETTAVA - Il tecnico, dal canto suo, inquadra il momento all'interno di un percorso: «È un processo, e il processo è naturale». Le difficoltà erano preventivate, a eccezione della lunga serie di infortuni. Quello che lo ha spiazzato è altro: «Quello che non mi aspettavo è questa fragilità mentale, nervosa, emotiva». L'emergenza, del resto, resta pesantissima: dieci giocatori ai box, con gli ultimi due, Gianluca Gaetano e Thomas Kristensen, che dopo gli esami resteranno fermi per 20-25 giorni, e soltanto tre giocatori di movimento della prima squadra a disposizione in panchina, Eljif Elmas, Lazar Samardžić e Kamaldeen Sulemana.

UNA SCONFITTA EMOTIVA - Per Maurizio Sarri, però, la tattica non c'entra: «Abbiamo perso dal punto di vista emotivo». Dopo un primo tempo tra i migliori della stagione, la rete subita ha innescato il nervosismo, e l'intervallo non è bastato a rimettere ordine nelle teste: la squadra è rientrata spenta e lo ha pagato a caro prezzo. I numeri, ammette, non giustificano il punteggio, ma la sensazione di debolezza mentale è stata evidente. Da qui la richiesta al gruppo: «Dobbiamo stare zitti, chiedere scusa a società e tifosi e parlare tra di noi per ritrovare compattezza e lucidità emotiva».

LA PAURA E IL RITIRO - Il tecnico ribalta anche la lettura sul merito dell'avversario: «Non è venuto il coraggio al Parma, è venuta paura a noi». Lo scioglimento dopo il gol incassato è, a suo giudizio, l'aspetto più urgente e più complicato da correggere. Sarà questo il lavoro dei prossimi giorni a Zingonia, partendo da quanto di buono visto prima dell'intervallo: «Dirò ai miei giocatori di ripartire dal primo tempo: non si può dominare così e andare sotto all'intervallo». Il calendario, però, non concede respiro: giovedì la sfida di Conference League contro il Kairat sarà già decisiva per la classifica della fase campionato, domenica la trasferta di Monza lo sarà altrettanto in Serie A, contro un allenatore che meno di un anno fa fu esonerato dopo 13 punti in undici giornate e uno 0-3 casalingo, dopo un'uscita simile a quella della squadra ferma per diversi minuti sotto la Nord.

Scuse, ritiro e un'analisi senza sconti: l'Atalanta riparte da Sarri, ma deve ritrovare prima di tutto la propria forza mentale.

© Riproduzione Riservata

Sezione: Rassegna Stampa / Data: Mar 03 novembre 2026 alle 09:30
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
vedi letture