Il fischio finale, il confronto con la Curva e una decisione che arriva subito: da domani l'Atalanta andrà in ritiro. Dopo lo 0-3 casalingo subito dal Parma, il capitano Ederson ha parlato ai microfoni di DAZN, raccontando il momento vissuto sotto la Nord con i tifosi delusi da una ripresa senza reazione. Il centrocampista brasiliano ha difeso la contestazione della gente, che ha sostenuto la squadra per tutta la partita, ha condiviso la scelta del ritiro e ha risposto alle parole di Sarri sulla fragilità emotiva del gruppo, indicando nel lavoro silenzioso e nello spirito di squadra l'unica via d'uscita.

Ecco quanto evidenziato da TuttoAtalanta.com

Ederson, comincerei da quello che è successo dopo il fischio finale: il confronto con i tifosi. Che momento è stato? E il ritiro è una scelta condivisa con il mister e con Giuntoli?
«Ovviamente i tifosi si aspettavano di più, soprattutto dopo il nostro primo tempo, in cui abbiamo creato tanto ma non siamo riusciti a metterla dentro. Poi nel secondo tempo è successo tutto quello che è successo e abbiamo perso la partita. I tifosi hanno dato tutto, hanno sostenuto la squadra per tutta la partita, ed è ovvio che alla fine volessero capire un attimo cosa stesse succedendo. Penso sia normale, e hanno fatto anche bene, perché durante la partita hanno cantato e provato a spingere la squadra; poi alla fine è arrivato il fischio, e i nostri tifosi non sono abituati a vivere questi momenti. Sicuramente sono un po' delusi, come noi, perché in questa stagione pensavamo di fare molto meglio. Quindi è una cosa su cui dobbiamo lavorare molto di più: parlare un po' di meno, stare zitti e lavorare. È quello che dobbiamo fare in questo momento. Ho già vissuto momenti così difficili e ne siamo usciti da squadra, stando il più zitti possibile e lavorando di più: secondo me, per la mia esperienza, questa è la strada giusta ed è quello che dobbiamo fare adesso. Il ritiro magari servirà proprio a questo: a stare più tempo insieme, a individuare qualche dettaglio da migliorare per poi metterlo in campo e spingere la squadra verso risultati più positivi».

Il mister ha parlato di fragilità emotiva e di problemi che non si aspettava: secondo te a cosa si riferisce? E a che punto siete nel capire il suo calcio?
«Secondo me ci sono tante cose che adesso girano male, perché nelle ultime partite abbiamo avuto anche un po' di sfortuna, con deviazioni che finiscono sempre dentro. Poi, difensivamente, è facile da vedere, perché stiamo prendendo troppi gol. Però ogni gol preso è sempre una cosa di squadra, quindi in questo momento c'è da lavorare di più in fase difensiva, da essere più uniti, e magari qualcuno deve dare una mano in più in un momento di difficoltà difensiva: è lì che si vede la squadra, e se ognuno dà un pochino di più, riusciamo a fare meglio. Però, quando le cose girano male, è molto facile vedere i punti negativi, e nel calcio è sempre stato così: quando fai bene e vinci è più facile risolvere i problemi, quando perdi e le cose girano male è più difficile. Non posso parlare tanto, però, perché ho in testa una mia idea: dobbiamo parlare meno e lavorare di più».

Parole da capitano, che difendono la reazione della gente e chiedono ai compagni silenzio e lavoro: Ederson accetta il ritiro come un'occasione per ritrovare unità in un momento in cui tutto sembra girare storto. Per una Dea uscita a pezzi da una serata che ha ribaltato i pronostici della vigilia, la risposta dovrà arrivare sul campo.

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Sezione: Primo Piano / Data: Lun 02 novembre 2026 alle 23:37
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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