La posizione di Maurizio Sarri, almeno per ora, resta salda. A chiarirlo, nella notte più difficile della stagione, è stato Cristiano Giuntoli, presentatosi a sorpresa ai microfoni di DAZN al termine del pesante 0-3 incassato contro il Parma. Il direttore sportivo Cristiano Giuntoli ha parlato a nome della proprietà e della società, chiedendo scusa ai tifosi, annunciando il ritiro della squadra e respingendo l'idea di un unico colpevole.

LE SCUSE AI TIFOSI - Il primo pensiero del dirigente è rivolto alla gente nerazzurra. Giuntoli parte da un'ammissione netta, senza giri di parole: la ripresa giocata dalla squadra è stata, nelle sue parole, «inaccettabile». Un giudizio che arriva insieme al riconoscimento del sostegno ricevuto dal pubblico per tutta la partita, e che spiega il senso della sua presenza davanti alle telecamere: «Sono venuto io, in nome e per conto della proprietà e della società». Un segnale forte, che risponde all'interrogativo sulla posizione della società dopo il ko interno rimasto sospeso al fischio finale.

IL RITIRO CONDIVISO CON IL MISTER - Nessuna resa, però, né la volontà di cancellare quanto costruito finora. Il ds invita a non leggere una singola ripresa come la bocciatura di un intero progetto: «Non è un tempo che va a vanificare tre-quattro mesi di lavoro». La risposta immediata è una scelta concreta, presa di comune accordo con l'allenatore: «Da domani abbiamo deciso, insieme al mister, di andare tutti in ritiro». L'obiettivo è ritrovare compattezza stando più tempo insieme, nonostante un'emergenza che conta dieci indisponibili. La parola d'ordine è una sola: lavorare a testa bassa, «a pedalare».

LA POSIZIONE DI SARRI - Alla domanda diretta sulla posizione del tecnico, Giuntoli sceglie la linea della responsabilità collettiva: «Noi ci mettiamo in discussione tutti i giorni». Una frase che allarga il perimetro delle colpe a tutto l'ambiente, senza isolare Maurizio Sarri. Il concetto viene poi ribadito con chiarezza: la prestazione negativa, spiega il dirigente, chiama in causa società, allenatore, staff e calciatori allo stesso modo, e per questo «non puntiamo il dito su nessuno».

UN MOMENTO DELICATO - Il messaggio del club è dunque duplice: rispetto per la delusione dei tifosi e fiducia, per il momento, nella guida tecnica. Ma la scelta del ritiro e l'intervento in prima persona del direttore sportivo raccontano anche quanto sia delicata la fase che l'Atalanta sta attraversando, con una classifica deficitaria e un ambiente scosso dopo una delle serate più amare degli ultimi anni.

Scuse, ritiro e responsabilità condivise: l'Atalanta sceglie di ripartire da Sarri, ma il tempo per invertire la rotta è sempre più stretto.

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Sezione: Primo Piano / Data: Lun 02 novembre 2026 alle 23:27
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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