Quarantuno minuti di controllo, poi il crollo. Al termine del pesante 0-3 subito dal Parma alla New Balance Arena, nella serata in cui il direttore sportivo Cristiano Giuntoli ha chiesto scusa ai tifosi e annunciato il ritiro della squadra a partire da domani, Maurizio Sarri ha parlato ai microfoni di DAZN, con le domande dallo studio di Valon Behrami. Il tecnico nerazzurro, la cui posizione resta per il momento salda, ha rivendicato un primo tempo tra i migliori della stagione, ma ha definito inaccettabile la ripresa, individuando nella paura e nel nervosismo le cause del tracollo. Poi ha ribadito la volontà di tirare fuori la società dalle difficoltà e ha ammesso di non aspettarsi una simile fragilità emotiva.

Ecco quanto evidenziato da TuttoAtalanta.com

Mister, è una partita difficile da spiegare: gli xG dicono 0,21 per il Parma e 2,5 per l'Atalanta, dieci volte tanto, quindi l'approccio è stato giusto. Però a volte la squadra sembra subire i momenti: il gol dell'1-0 arriva su un piazzato battuto con calma dopo che vi eravate innervositi, poi l'autogol in avvio di ripresa, e anche il terzo gol sembra condizionato dai fischi dopo un lancio lungo di Ederson. È questa l'Atalanta in questo momento?
«L'analisi della partita è questa: abbiamo fatto i primi quaranta-quarantuno minuti di ottimo livello, una buona gara, una gara completamente in mano. Abbiamo preso gol su una palla ferma e ne abbiamo pagato le conseguenze in maniera pesante: neanche l'intervallo ci ha rimesso completamente a posto, anzi siamo rientrati male. E da lì è venuto fuori questo secondo tempo, che si accetta male: si deve chiedere scusa alla società e ai tifosi. Dobbiamo chiedere scusa per il secondo tempo, perché nel primo, secondo me, abbiamo giocato una delle migliori frazioni della stagione. Però, te l'ho detto, non basta: non si può essere così fragili difensivamente, non si può essere così fragili mentalmente. Quindi è bene stare insieme per qualche giorno e parlare».

Primo tempo fatto molto bene, poi un crollo psicologico nei primi venti minuti della ripresa. La scelta di pressare con attaccanti e centrocampo molto aggressivi e la linea alta, mentre la difesa scappava, ha dato coraggio al Parma nelle cinque-sei situazioni create?
«Sai, il coraggio non è che sia venuto al Parma: è venuta la paura a noi, mi sembra. La partita era in pieno controllo prima dell'episodio del calcio d'angolo, quindi siamo noi che siamo andati in paura e in nervosismo, e ne abbiamo pagato le conseguenze. C'era tutto il tempo per rimettere a posto la partita: continuando sulla falsariga del primo tempo la si poteva sistemare tranquillamente, e invece siamo andati in timore, in paura e in nervosismo, e abbiamo fatto quello che abbiamo fatto».

Ha citato il ritiro, di cui ha parlato anche il direttore sportivo dicendo che in questo momento sono tutti in discussione e che l'Atalanta ha bisogno di compattarsi. È più arrabbiato per questa situazione o più impaziente di uscirne e ritrovare il suo calcio?
«È chiaro che vogliamo uscirne. Io ne voglio uscire perché in questa società mi trovo benissimo, quindi mi sento in debito e mi piacerebbe molto tirarla fuori da questo momento di difficoltà».

Si aspettava questo tipo di difficoltà, venendo da tanti anni di un calcio diverso, o pensava di essere più avanti? È un processo naturale o c'è qualcosa che si rimprovera personalmente?
«È un processo, e il processo è naturale: me l'aspettavo sicuramente. Poi ci sono state altre problematiche, e quello che non mi aspettavo è questa fragilità mentale, nervosa, emotiva. Questo non me l'aspettavo. Tutto il resto erano difficoltà prevedibili, tranne quelle dei tanti infortuni, che erano meno prevedibili: erano difficoltà previste, ma se ne sono aggiunte anche altre».

Recupera qualcuno dopo la sosta?
«Vediamo: domattina ci sono dei controlli e avremo le idee più chiare».

Un'autocritica senza filtri e un'assunzione di responsabilità chiara: Sarri difende il primo tempo ma condanna la ripresa, chiedendo scusa come aveva fatto poco prima Giuntoli. Con la squadra in ritiro e un'infermeria ancora affollata, la priorità ora è una sola: curare quella fragilità mentale che il tecnico stesso non aveva messo in conto, dopo una serata che ha ribaltato i pronostici della vigilia.

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Sezione: Primo Piano / Data: Lun 02 novembre 2026 alle 23:30
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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