L'Atalanta tira dritto con Maurizio Sarri, ma la sconfitta interna con il Parma rischia di segnare uno spartiacque nella stagione. La linea della società non cambia, come confermato nel post gara dal direttore sportivo Cristiano Giuntoli, che ha rivendicato una responsabilità collettiva senza indicare colpevoli. Eppure il quadro che emerge dopo dieci giornate è quello di una squadra lontana anni luce dall'identità del suo allenatore.

UN BILANCIO PEGGIORE DI JURIĆ - La Dea si era presentata all'appuntamento in affanno, reduce dai pareggi con Frosinone e Fiorentina e dalla sconfitta con il Milan. Ne è uscita con il quinto ko in campionato in dieci turni: un bilancio peggiore di quello che costò la panchina a Jurić, che dodici mesi fa, alla vigilia dell'esonero arrivato dopo l'undicesima giornata, aveva perso una sola volta a fronte di numerosi pareggi. Nonostante questo, l'orientamento del club resta quello di proseguire con Maurizio Sarri, senza rinnegare una rivoluzione che, finora, non ha prodotto i risultati sperati.

LE ASSENZE NON BASTANO PIÙ - L'infermeria affollata, con indisponibili numerosi e pesanti, aiuta a spiegare le difficoltà nerazzurre. Ma a questo punto della stagione non può più essere l'unica giustificazione: gli inciampi sono troppi, le incomprensioni pure, i punti troppo pochi. Soprattutto, resta l'impressione che tra il tecnico toscano e la sua squadra non sia ancora scattata alcuna scintilla. Un rischio calcolato al momento della scelta, perché il calcio di Sarri è agli antipodi rispetto a quello di Gian Piero Gasperini, cui la società aveva tentato invano di dare continuità la scorsa stagione con Ivan Jurić prima e Raffaele Palladino poi. Forse, però, non si immaginava una distanza così marcata.

UNA SQUADRA SENZA IDENTITÀ - A quasi un terzo del campionato, l'Atalanta non è più gasperiniana ma non è ancora sarriana, ammesso che possa diventarlo. Mancano le combinazioni rapide, i meccanismi oliati alla perfezione, il tridente capace di attaccare e segnare con continuità. Manca persino la solidità difensiva – come analizza Ivan Cardia per TuttoMercatoWeb – che, spesso trascurata nel racconto, è stata uno dei segreti dei successi di Sarri in quasi tutte le sue esperienze. Il risultato è una squadra in cui l'allenatore fatica a riconoscersi, e probabilmente vale anche il contrario.

LA LEZIONE DI GASPERINI - Se per ora prevale la continuità, è anche perché proprio questa scelta ha regalato alla famiglia Percassi le soddisfazioni più grandi. Che cosa sarebbe accaduto se, dopo un avvio disastroso, Gasperini fosse stato allontanato ai suoi tempi? È la ragione che spinge il club a resistere con Sarri, in linea con la posizione ribadita nel post partita dal direttore sportivo. Ma potrebbe anche essere l'unica.

Fiducia confermata e identità ancora da costruire: l'Atalanta scommette su Sarri, ma il campo continua a non dargli ragione.

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Sezione: Altre news / Data: Lun 02 novembre 2026 alle 23:49
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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