Atalanta-Parma 0-3 è la serata più amara della storia recente nerazzurra. A un anno di distanza dallo 0-3 con il Sassuolo che costò la panchina a Ivan Jurić, un'altra emiliana espugna la New Balance Arena con lo stesso punteggio, lasciando la Dea a interrogarsi sul proprio momento. Riflessioni che squadra, staff e dirigenza porteranno avanti in ritiro, da oggi fino a domenica, con in mezzo la sfida casalinga di giovedì contro il Kairat in Conference League.

SARRI NON È IN DISCUSSIONE - Le valutazioni non riguarderanno la posizione di Maurizio Sarri, tutelato da un contratto triennale e da un progetto tecnico costruito attorno a lui, che ha coinvolto anche l'organigramma societario. Ma la sensazione, al di là delle evidenti difficoltà legate alle numerose assenze, è quella di una squadra uscita dal campo confusa e scarica sul piano mentale, superata con nettezza da una delle formazioni meno attrezzate della Serie A.

IL PARADOSSO DEI NUMERI - Il Parma ha saputo resistere a una mezz'ora iniziale di grande sofferenza, per poi colpire con freddezza assoluta: tre conclusioni nello specchio, tre reti. L'Atalanta, partita con un avvio brillante e meritevole di ben altro esito, ha perso via via brillantezza, coraggio ed energie. Le statistiche raccontano un dominio sterile: 70% di possesso palla, 19 tiri contro 6, sei nello specchio contro tre, otto calci d'angolo contro cinque. Il dato più eloquente, però – come sottolinea L'Eco di Bergamo – è un altro: 35 contrasti vinti dai ducali contro i 22 dei nerazzurri, segno di una superiorità agonistica emiliana che ha pesato più della qualità tecnica bergamasca. Simbolica, in questo senso, la doppia sostituzione di Éderson, capitano del nuovo corso, e di Jonathan Rowe, il colpo dell'estate e l'acquisto più oneroso della storia del club.

LA MEZZ'ORA DI DE KETELAERE - L'avvio è tutto di marca nerazzurra. Dopo un paio di minuti uno spunto di Charles De Ketelaere sulla destra libera Éderson, che non trova il tempo giusto. Il belga è ovunque: al 7' parte dalla propria trequarti, arriva in area e calcia troppo incrociato, un minuto dopo duetta con Rowe e costringe Daffara a una deviazione complicata. Subito dopo Nikola Krstović insacca in mischia, ma il gol viene annullato per una posizione irregolare di Davide Zappacosta all'origine dell'azione. La pressione prosegue: un colpo di tacco di De Ketelaere libera il cross di Zappacosta, Krstović arriva in ritardo e la conclusione di Mario Pašalić sul secondo palo viene respinta, mentre lo stesso belga, dopo una serpentina tra gli avversari, chiude ancora troppo il sinistro.

IL GOL DI FABBIAN - Con il passare dei minuti la spinta nerazzurra perde intensità, mentre il Parma resta compatto nella propria metà campo, mostrando limiti evidenti ogni volta che prova a ripartire. Alla mezz'ora Rowe pesca Krstović in area, ma Mariano Troilo si oppone in angolo; al 37' De Ketelaere manca il controllo a tu per tu con il portiere su una punizione invitante di Nicola Zalewski. Proprio quando ci si attende l'ultimo assalto prima dell'intervallo, sono gli ospiti a farsi vivi: su un cross dalla destra di Britschgi salva Zappacosta su Lontani, e sul corner successivo Sierro calcia da sinistra per Giovanni Fabbian, che sorprende la difesa e di testa batte Marco Carnesecchi. Zalewski sfiora subito il pari con un sinistro al volo, ma Daffara si supera.

IL TRACOLLO NELLA RIPRESA - Il secondo tempo si apre nel peggiore dei modi. El Bilal Touré sfonda sulla destra e mette in mezzo, Zappacosta prova ad anticipare Lontani e devia nella propria porta. Il Parma torna a chiudersi, l'Atalanta si allunga e smarrisce lucidità, senza alternative fresche dalla panchina per cambiare l'inerzia. Rowe prova a impegnare Daffara al 10', ma al 13' è Lontani a prendersi la scena: tunnel a Pašalić e diagonale rasoterra dai 18 metri che vale lo 0-3. Krstović trova ancora la risposta del portiere ospite, mentre il Parma va vicino al poker con Ordóñez.

LA TRAVERSA DI PAŠALIĆ - Al 34' della ripresa Pašalić colpisce di testa la traversa su cross di Idele, ma in quell'occasione non c'è nemmeno la rabbia per il gol mancato: solo lo sconforto di una squadra decimata e smarrita, schiacciata da un peso che in questo momento appare troppo grande, al termine di uno 0-3 interno contro il Parma destinato a lasciare il segno.

Dominio senza gol, cinismo altrui e un morale a pezzi: ora la Dea deve ritrovarsi in ritiro, prima che la stagione sfugga di mano.

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Sezione: Rassegna Stampa / Data: Mar 03 novembre 2026 alle 07:00
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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