Lontano dai confini italiani c'è un pezzo di storia recente della Serie A che sta programmando lucidamente i titoli di coda della sua straordinaria carriera. Stiamo parlando di Ciro Immobile, attuale centravanti in forza al Paris FC, che dal cuore della Francia ha iniziato a tracciare un bilancio spassionato della sua epopea calcistica, immaginando già una seconda, elegantissima vita sportiva una volta appesi definitivamente gli scarpini al chiodo.
L'AMARCORD BIANCAZZURRO E L'INCONTRO PARIGINO - Le pirotecniche dinamiche del calciomercato invernale hanno recentemente riacceso i riflettori su una piazza storica e passionale come quella abruzzese, complice l'inaspettato e romantico ritorno a Pescara dell'ex compagno di mille battaglie Lorenzo Insigne. Una mossa a sorpresa che ha inevitabilmente scatenato un fortissimo effetto nostalgia. – come rivelato nel corso di un'intervista a SkyCalcio Unplugged – a spegnere celermente le illusioni su un suo coinvolgimento diretto da calciatore è stato però lo stesso attaccante di Torre Annunziata, smentendo l'esistenza di contatti con la dirigenza adriatica. Ha invece voluto raccontare un gustoso e inedito aneddoto legato a un incontro all'ombra della Torre Eiffel con l'amico Marco Verratti, avvenuto subito dopo aver siglato il suo personale accordo con la formazione transalpina.
LA PANCHINA DEL DELFINO E L'ASSIST PER IL DOMANI - Il legame viscerale e indissolubile con la città adriatica, tuttavia, non si è mai spezzato e potrebbe magicamente assumere contorni differenti e suggestivi nei prossimi anni. L'ex bomber della Lazio ha infatti svelato di aver lanciato una vera e propria provocazione all'ex centrocampista del PSG, suggerendogli in maniera scherzosa una clamorosa avventura tecnica: «Ho detto chiaramente al mio amico Marco che Pescara rappresenta una piazza straordinaria e ideale per cominciare una carriera da allenatore. È fondamentale iniziare a lanciare qualche amo per costruire il nostro futuro».
IL RITIRO CALCOLATO E L'ELEGANZA A BORDO CAMPO - Prima di impugnare la lavagnetta tattica e accomodarsi sulle comode poltrone direttive, c'è però ancora un ultimo capitolo da scrivere sudando sul rettangolo verde. L'attaccante ha le idee chiarissime e inequivocabili sulle tempistiche del suo imminente addio al calcio giocato, fissando una precisa scadenza dettata dal buonsenso e dal profondo rispetto per il proprio corpo. Il suo contratto con il club capitolino scadrà il prossimo anno, quando la carta d'identità segnerà inesorabilmente la fatidica soglia dei trentasette anni. «A quel punto valuterò attentamente la mia condizione fisica, perché il mio desiderio assoluto è quello di ritirarmi senza dover zoppicare per i dolori», ha ammesso con un sorriso e grande onestà. E per la sua successiva metamorfosi in guida tecnica, non ha alcun dubbio sullo stile estetico da adottare in panchina: «Rigorosamente con giacca e cravatta, è un'eleganza formale che mi piace moltissimo».
Un epilogo programmato, sereno e intriso d'orgoglio per un fuoriclasse che ha vissuto in funzione del gol. In attesa di svestire per l'ultima volta pantaloncini e calzettoni, a Parigi c'è ancora qualche pallone pesante da spingere in fondo al sacco per chiudere in trionfo una carriera favolosa.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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