Tanti ricordi e giocate da campione che hanno scandito la storia del campionato di serie A. Probabilmente uno degli episodi più iconici della carriera di Diego Armando Maradona è legato all'Atalanta e allo stadio Atleti Azzurri d’Italia: l’8 aprile 1990 e la famosa monetina di Alemao che diede la vittoria a tavolino agli azzurri e spianò la strada verso la conquista del secondo scudetto. Non solo, la città orobica significa anche Coppa Italia 1987: dopo il 3-0 al San Paolo la compagine partenopea vinse 1-0 al ritorno e sollevò il secondo trofeo della stagione dopo il primo titolo tricolore. Le battaglie con Stromberg, poi, non si dimenticano facilmente.

LA SFIDA A DISTANZA - Erano gli anni dei fenomeni in serie A. L'Atalanta aveva Glenn Stromberg, ormai simbolo della compagine nerazzurra. Il capitano degli orobici di lì a poco avrebbe appeso le scarpe al chiodo, ma le sfide a distanza non sono mai mancate. Una stretta di mano carica di rispetto al momento dell'ingresso in campo, due scuole calcistiche completamente differenti: lo scatto in bianco e nero tra i due fotografa un periodo storico totalmente distante dalle ore tristi dopo la scomparsa del fenomeno argentino.

LA MONETINA DI ALEMAO - Un altro episodio legato a Bergamo e all'Atalanta della carriera di Maradona riguarda la famosa monetina di Alemao, nella stagione 1989-1990. Milan e Napoli si stavano giocando lo scudetto a distanza, con la compagine partenopea impegnata al Comunale. Il punteggio era inchiodato sullo 0-0, il nervosismo in campo scandiva i minuti che restavano al termine della partita. All'improvviso dagli spalti volò una monetina da 100 lire che colpì in testa il brasiliano, compagno di squadra del Diez. Dopo le varie polemiche fu assegnata la vittoria a tavolino per 2-0 agli azzurri: finale rocambolesco e controsorpassi coi rossoneri fino all'ultima giornata, in cui il Napoli conquistò lo scudetto.

"Era un grandissimo talento. Con la palla faceva quello che voleva - ha ricordato Glenn Stromberg, avversario di mille battaglie -, non so se avete presente gli artisti come al circo, ecco lui faceva cose simili. Sapeva accarezzare la palla come non ho visto mai fare da nessun altro, forse anche per questo la palla poi rispondeva e andava dove voleva lui, perché lui la trattava in un modo speciale". E ha ragione l'ex capitano nerazzurro: su un campo da calcio non si è "mai visto uno così".

Sezione: Altre news / Data: Ven 27 novembre 2020 alle 10:27 / Fonte: Patrick Iannarelli
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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