Lo scontro fra Zlatan Ibrahimovic e Romelu Lukaku continua a catalizzare l'attenzione di media e tifosi. tramite la Repubblica, il giornalista Paolo Condò è tornato sul tema dando la sua lettura della vicenda, incentrata principalmente sul trash talking con cui Ibra ha dato il via a tutto: "Quello che Ibra ha fatto a Lukaku nel derby di coppa Italia ha un nome molto preciso: si chiama trash-talking, ed è un metodo — largamente diffuso nelle competizioni di vertice, e spesso anche nella partite di calcetto fra colleghi — per innervosire l’avversario portandolo a sbagliare, a reagire, a farsi espellere. I professionisti del settore, e Ibra certamente lo è, memorizzano le informazioni che possono tornare utili, quelle che rivelano i punti deboli degli avversari. La storia dei riti voodoo... Oltre a questa carineria, Ibra gli ha tirato addosso pure la storia dell’asino (donkey)... Ce n’era d’avanzo per farlo reagire fidando nel fatto che l’arbitro non conoscesse l’intera storia, e dunque notasse la reazione assai più della provocazione: che poi è l’esatto obiettivo degli “artisti” del trash-talking.
A questo punto, due domande e due risposte. 1) C’era del razzismo nella miccia accesa da Ibra? No. Semmai del classismo. 2) Allora quel che è successo può essere considerato normale, una “cosa da campo” e basta? No. Il trash-talking è un espediente sleale e vigliacco per trarre un vantaggio indebito, e se l’arbitro avesse capito meglio quel che si stava svolgendo davanti ai suoi occhi avrebbe dovuto espellere entrambi i giocatori, calcando poi la mano nel referto più sul provocatore che sul provocato
".

Sezione: Altre news / Data: Gio 28 gennaio 2021 alle 13:15
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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