Roberto De Zerbi rappresenta un simbolo, spesso divisivo. Esaltato da più parti come tecnico rivoluzionario e paladino del bel gioco, l'allenatore bresciano conferma di avere un rapporto complicatissimo con le coppe europee, forse persino peggiore di quello di Antonio Conte. L'eliminazione dalla Champions League, arrivata beffardamente per il gol del portiere Trubin al 98' di Real Madrid-Benfica, non cancella la realtà dei numeri: il suo Olympique Marsiglia ha chiuso la League Phase con tre vittorie e ben cinque sconfitte. Tra queste, pesa come un macigno quella incassata al 90' contro l'Atalanta. L'impressione generale è che l'OM non sappia replicare in campo internazionale quanto (a tratti) mostrato in Ligue 1, dove comunque è scivolato al terzo posto con il Lione alle calcagna.

UNA SOLA GIOIA (EFFIMERA) - Il curriculum europeo di De Zerbi è impietoso. In carriera ha superato la fase a gironi una sola volta, alla guida del Brighton, mettendosi alle spalle proprio l'OM e l'Ajax. Un cammino interrotto bruscamente agli ottavi dalla Roma di De Rossi, con un 4-0 all'andata che non lasciò spazio a recriminazioni. Per il resto, solo delusioni: in Inghilterra ha peggiorato il piazzamento di Potter (11° posto e niente Europa), col Sassuolo non ha mai centrato la qualificazione (al contrario di Di Francesco), e con lo Shakhtar Donetsk finì addirittura quarto nel girone, dietro anche allo Sheriff Tiraspol, mancando persino il ripescaggio in Europa League.

DIFFICILE DIFENDERLO - Insomma, diventa difficile prenderne le difese dopo l'ennesima disfatta continentale. Se l'estetica del suo calcio raccoglie applausi, la sostanza dei risultati latita. È evidente che, dopo dieci stagioni in club di massima serie, essere arrivato solamente una volta nelle prime cinque posizioni rappresenta un bottino troppo magro per chi viene dipinto come un maestro.

© Riproduzione Riservata

Sezione: Calcio Estero / Data: Ven 30 gennaio 2026 alle 11:48
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
vedi letture
Print