Ben ritrovati (si fa per dire) dalla quarantena. Vi racconto brevemente il mio isolamento. Sono uscito una volta di casa negli ultimi 10 giorni. È successo lunedì scorso. Ho detto: “Vado io a fare la spesa!”. Sono tornato a casa con biscotti dozzinali, numero 3 tavolette di cioccolato Galak, patatine Rustiche per le quali vado ghiotto, 2 pacchi di Galatine, un cartone di birra, altri beni di primissima necessità.
“Hai preso la verdura?”.
“No”.
“Le arance?”.
“Erano finite” (balla).
“Il latte?”.
“Ho preso le galatine. Praticamente è come se fosse latte”.
“Il pane?”.
“Le Rustiche sono meglio del pane”.
“Tu non esci più”.
“Ok”.
Non sono più uscito. Esce “lei”. Le ho detto: “Prendi delle birre che stanno finendo”. È tornata a casa alla chetichella.
“Hai preso le birre?”.
“Sì, ehm, molte marche erano finite, ma queste no”.
Birre analcoliche.
(In segno di protesta ho iniziato a dialogare col mio cactus. È un cactus molto bello, con le spine argentate. L’ho chiamato Pino. Purtroppo è uno di poche parole).
Ebbene, oggi ri-esco. Mi è stata concessa una seconda chance.
“Ho preparato la lista, ti conviene prendere tutto”, dice lei.
Ho guardato Pino. “Questa mi accusa, ma tu le birre analcoliche non le avresti comprate”.
E lei: “Guarda che dico in giro che parli con la pianta”.
E io: “Non ti temo e, anzi, lo scriverò nell’editoriale”.
E lei: “Tu sei scemo”.
E io: “Tu hai comprato la birra analcolica: è peggio di scemo”.
Per il resto tutto bene.
Ma veniamo al calcio.
Il calcio non esiste e in questo momento non deve esistere, ma se proprio dobbiamo, allora, parliamone.
Oggi è in programma l’assemblea di Lega. Non sarà un ritrovo amichevole. Sul piatto c’è la questione “cosa facciamo?”. Nel senso, aspettiamo e tiriamo in là il più possibile per vedere di salvare il salvabile o ci rendiamo conto che forse è il caso di chiudere tutto in anticipo? No, non è semplice.
La situazione è la seguente. Alcune società non hanno fatto mistero di voler tornare a ballare la rumba prima possibile. Due su tutte: Lazio e Napoli. Entrambe nei giorni scorsi hanno programmato la ripartenza degli allenamenti e, entrambe, si sono dovute arrendere di fronte a un dato scientifico che riassumiamo con un giro di parole: sarebbe stata una cazzata.
Decisamente contraria l’opinione del patron del Brescia, Massimo Cellino: “Ma quale ripresa, ma quale stagione da concludere, io penso all’anno prossimo, solo a quello. La coppa, lo scudetto... Lotito lo vuole, se lo prenda”. Alcuni diranno: “Lo ha fatto perché il Brescia ha un piede in serie B, dai...”. Maligni.
In mezzo tutti gli altri. C’è chi pensa “se il campionato non termina rischiamo danni da 700 milioni di euro tra contratti non rispettati, diritti tv, ecc...”; i medici sportivi dicono “i professionisti devono attendere almeno il 3 aprile per ricominciare gli allenamenti, mentre ai ragazzi dei settori giovanili è sconsigliata la ripresa dell’attività almeno fino al 30 giugno” (che è come dire: tutti dovrebbero fermarsi fino al 30 giugno, ma se proprio si deve giocare per questioni di grano, almeno, aspettate che il peggio sia passato).
Infine ci sono i più attenti e, forse, lungimiranti. Pare che in casa Juve, Inter e Roma si stia prendendo in considerazione l’ipotesi di archiviare questo campionato anzitempo per limitare i danni, dove per “limitare i danni” si intende evitare di intaccare il regolare svolgimento della prossima stagione (un “tappo” è già stato messo: l’inizio dell’Europeo a giugno 2021) e ragionare su un risparmio di qualche tipo, per esempio quello relativo agli stipendi dei giocatori. Chiaro, le parti (Lega e Aic) dovrebbero trovare un’intesa, ma un incontro sarà necessario a prescindere e, va detto, sarà tutt’altro che semplice.
Altre questioni danno linfa agli ipotetici “dissidenti”: il fatto che anche nella migliore delle ipotesi si dovrà giocare a porte chiuse e ogni 3 giorni, la possibilità non remota che accelerare la ripresa comporti il rischio che salti fuori qualche nuovo “positivo” (in Cina, dove hanno superato la fase peggiore, non hanno neppure preso in considerazione l’ipotesi di far partire il campionato), il problema dei tesserati “lontani” - Ronaldo, Higuain, Pjanic, Khedira, ma anche Brozovic e chissà quanti altri - destinati a una nuova quarantena una volta rientrati in Italia.
Oh, dall’altra parte c’è chi giustamente spinge per “crederci fino in fondo” in modo da salvare i contratti, assegnare in qualche modo lo scudetto e consegnare all’Uefa una lista di qualificate alle competizioni europee che sia il più possibile “non improvvisata”. Totale: è doveroso credere nel miracolo di un campionato che giunga regolarmente al termine, è giusto anche scrivere che a meno di soluzioni rabberciate (vedi playoff) aumentano parecchio le possibilità che la stagione possa essere archiviata “per virus maledetto”.
E voi direte: “Ma siamo matti? Questa roba è impossibile”.
E in effetti è così, è impossibile, ma neppure io pensavo di bere una birra analcolica nella mia vita e invece è successo.
Fine. Ci facciamo seri. Viviamo un momento realmente drammatico, incredibile, eppure decisamente reale. Speriamo di trovare la migliore soluzione per il calcio, davvero, non vediamo l’ora di tornare a far casino tra una polemica inutile e l’altra, ma ora no. Ora il calcio è davvero in fondo a tutto, chi non l’ha capito è pregato di aprire occhi e orecchie.
Buon isolamento a tutti e una pacca virtuale a tutti quelli che non conoscono l’isolamento perché ci stanno salvando il culo. Siete, davvero, i nostri eroi.
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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