La scintilla che si è vista contro il Monza potrebbe rappresentare il vero punto di svolta per l’Atalanta. Non tanto per il risultato netto, un 4-0 che certifica l’abisso tecnico tra due squadre ormai proiettate verso destini opposti, quanto per ciò che questo successo potrebbe significare nell’ottica di una corsa Champions che ora diventa un obbligo assoluto.
E allora guardiamo oltre il tabellino, perché in queste partite, che possono sembrare scontate solo agli occhi meno esperti, si leggono segnali importanti, determinanti per interpretare ciò che verrà. L’Atalanta vista all'U-Power Stadium è una squadra che, pur senza la brillantezza dei giorni migliori, ha trovato risposte essenziali per chiudere la stagione in crescendo.
È tornato Charles De Ketelaere, l’uomo che a Bergamo aspettavano da mesi e che adesso deve dimostrare di poter cambiare davvero la storia della sua esperienza italiana. Il talento belga, scelto e voluto con convinzione da Maldini ai tempi del Milan, è finalmente esploso nel momento più opportuno: due reti, giocate di classe pura e la consapevolezza di poter essere un valore aggiunto in questo sprint finale. Non una semplice reazione alla critica, ma il risveglio di un calciatore che può incidere davvero.
Accanto a lui, ecco Ademola Lookman. L’attaccante nigeriano si è risvegliato dal letargo proprio nel giorno in cui Retegui è rimasto a secco. Questo non è un dettaglio secondario, perché dimostra come l’Atalanta non dipenda esclusivamente dal suo bomber principe, ma possa attingere da una rosa di soluzioni offensive che poche squadre oggi possono vantare. Retegui resta a un passo dal record assoluto di Pippo Inzaghi (24 reti), ma intanto si mette al servizio della squadra con due assist decisivi: segno di maturità, ma anche di consapevozza che il traguardo Champions valga più di un record personale.
I numeri, poi, raccontano una storia a sé: con dodici vittorie esterne, Gasperini eguaglia addirittura il record europeo del Barcellona. Un primato che non deve restare un aneddoto statistico, ma diventare il manifesto di un'identità precisa, quella di una squadra spietata in trasferta, capace di imporre gioco e carattere lontano da casa, là dove si vincono davvero i campionati e si conquistano obiettivi prestigiosi.
Certo, qualche nube resta all’orizzonte. La difesa, con la squalifica di Hien e una rotazione limitata, rappresenta il tallone d'Achille di un gruppo che ora è chiamato a tre esami complicati: la Roma, avversaria diretta, poi il Genoa al Ferraris e infine il Parma al Gewiss Stadium. Saranno queste partite a dirci definitivamente se questa Atalanta ha fatto il salto di qualità o se resterà incompiuta.
Bergamo freme, perché ora il traguardo Champions non è solo un sogno, ma un dovere che Gasperini deve e può portare a termine. De Ketelaere e Lookman hanno riacceso la miccia. Sta a Retegui e compagni trasformarla in fuoco d’artificio.
La storia non si scrive soltanto con i record, ma anche e soprattutto con le emozioni. E questa Atalanta, mai come oggi, sembra pronta a regalarne ancora tante.
Autore: Lorenzo Casalino / Twitter: @lorenzocasalino
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