Diciamocelo subito: stasera il meteo prevede gelo siberiano, ma alla New Balance Arena servirà l'aria condizionata. Perché l'atmosfera sarà bollente, carica di quell'elettricità emotiva che solo il calcio sa regalare. Per la prima volta, dopo un'eternità lunga nove stagioni, l'ex condottiero Gian Piero Gasperini uscirà dal tunnel per sedersi nella panchina della squadra ospite, verso la Curva Morosini. Sarà strano? Certo che sì.

Inevitabile l'ovazione, inevitabile il groppo in gola per l'uomo che ci ha preso provinciali e ci ha reso star europee, regalandoci notti che racconteremo ai nipoti (quella di Dublino su tutte). Ma appena l'arbitro Fabbri fischierà l'inizio, i sentimenti dovranno finire in freezer. Perché l'Atalanta di oggi, quella che Raffaele Palladino sta cercando di rianimare dopo la sbandata con Juric, non può permettersi di vivere di ricordi. Serve pane duro. Servono punti.

Uscire dal limbo: vietato sbagliare ancora. La classifica non aspetta e il calendario, perfido, ci ha messo di fronte un trittico di sfide d'esame non indifferente: Inter, Roma, Bologna. La 'sberla' presa presa con l'Inter si può digerire alla svelta, stasera con la Roma serve la Dea delle grandi occasioni e dei grandi riscatti. Palladino lo sa: perdere con l'Inter ci sta, perdere con questa Roma — che ha sulla carta valori inferiori alla rosa nerazzurra seppur sembra che si possa avvicinare — andrebbe a complicare il progetto di risalita e il sogno Europa.

Il paradosso del Gasp e il "mal di gol" della Dea. E qui arriva il bello (o il brutto, dipende dai punti di vista). Ci troveremo di fronte una Roma strana, quasi un'anomalia genetica per le squadre di Gasperini: non una macchina da guerra che aveva abituato il popolo atalantino a suon di gol, ma un bunker che ha subito solo 10 gol e ha la miglior difesa del campionato. Un Gasp "difensivista"? Sembra una barzelletta, invece è la realtà con cui dovremo fare i conti.

Noi, invece, dobbiamo ritrovare il nostro marchio di fabbrica: il gol. Senza Lookman (che sta segnando, sì, ma in Coppa d'Africa), là davanti siamo un po' spuntati. Gianluca Scamacca, da poco ventisettenne, vorrebbe farsi un regalo e chissà che il suo animo da ex possa giovargli. De Ketelaere fa il regista, incanta e colleziona prestazioni da 7, ma i gol? Serve ora trovare le reti di chi nella carta d'identità possiede questi requisiti, poi che ben vengano le sorprese dalle retrovie, vedi Hien nel gol vittoria del Marassi contro il Genoa. 

Abbracciamolo forte, il Gasp. Si chiama rispetto, si chiama lealtà sportiva e umana. Ma poi, per 90 minuti, dimostriamogli che l'allievo ha ancora voglia di stupire. Perché il futuro dell'Atalanta passa da stasera.

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Sezione: Copertina / Data: Sab 03 gennaio 2026 alle 09:45
Autore: Lorenzo Casalino / Twitter: @lorenzocasalino
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