Le vibranti tensioni accumulate sul prato verde non si sono esaurite al triplice fischio, ma continuano ad alimentare un feroce dibattito sui discussi episodi arbitrali che hanno visto protagonisti assoluti Ederson, Nikola Krstovic, Mario Gila e Giorgio Scalvini. La direzione di gara ha dovuto fare i conti con una serie di casistiche al limite, sbrogliate solamente dal decisivo e prolungato intervento della tecnologia che ha inesorabilmente segnato il destino della qualificazione in una notte dalle mille emozioni.
IL TOCCO PROIBITO E LA RETE CANCELLATA - L'apice del dramma sportivo si è materializzato nel corso della ripresa, quando un urlo liberatorio si era già levato con prepotenza dagli spalti per celebrare il guizzo vincente di Ederson. L'esultanza del centrocampista brasiliano è stata però brutalmente strozzata dal richiamo della sala monitor: l'azione, nata da un traversone velenoso piovuto nel cuore dell'area di rigore capitolina, è stata inficiata da un intervento giudicato irregolare. Nello specifico, la punta Nikola Krstovic è intervenuta in maniera fallosa, sottraendo la sfera direttamente dai guantoni dell'estremo difensore Marco Motta, il quale aveva già acquisito il pieno controllo del pallone a terra. Una violazione evidente che ha costretto il fischietto ad annullare inevitabilmente la marcatura orobica.
IL GIALLO DEL MANI E LA REGOLA SALVA-LAZIO - Ad alimentare ulteriormente le vibranti proteste della panchina lombarda guidata da Raffaele Palladino era stata la dinamica immediatamente precedente al fischio sul portiere. Durante lo sviluppo della medesima trama offensiva, infatti, il difensore ospite Mario Gila si era reso protagonista di un tocco con il braccio, presentatosi visibilmente largo rispetto alla sagoma del corpo. Nonostante le veementi richieste di massima punizione da parte di tutta la New Balance Arena, la fredda analisi tecnica ha scagionato il centrale spagnolo: il regolamento parla chiaro e definisce l'impatto come una pura autogiocata. Il giocatore biancoceleste aveva precedentemente calciato la sfera, finendo poi per farla carambolare inavvertitamente sul proprio arto superiore. Una decisione inappuntabile a termini di legge, che ha spento le speranze di un penalty in favore dell'Atalanta.
IL DUELLO RUSTICANO SUL FRONTE OPPOSTO - Le lenti d'ingrandimento della moviola si sono poi spostate sull'altra sponda del rettangolo di gioco, teatro di un altro presunto tocco proibito che ha fatto scattare in piedi la retroguardia biancoceleste. Sotto il faro dell'arbitro è finito Giorgio Scalvini, protagonista di un duro e concitato contrasto aereo con l'attaccante Tijjani Noslin. Anche in questo delicato frangente, la valutazione della squadra arbitrale si è rivelata estremamente lucida e perfettamente coerente con le direttive: il braccio del talentuoso difensore italiano era collocato in una posizione del tutto consona e naturale per la dinamica del salto, rendendo l'impatto del tutto involontario e, di conseguenza, non sanzionabile.
La spietata e asettica applicazione del regolamento ha così spento i sogni di gloria del popolo bergamasco, confermando l'assoluta correttezza delle decisioni prese in una delle notti più spigolose e indecifrabili di questa travagliata stagione.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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