Il sogno dell'Atalanta si infrange crudelmente sul più bello, sbriciolandosi nell'atto finale contro i guantoni magici di Marco Motta. Al termine di una battaglia tattica, fisica ed emotiva protrattasi per centoventi minuti roventi, la Lazio orchestrata da Maurizio Sarri ha espugnato la New Balance Arena dopo un'estenuante e letale lotteria dei calci di rigore, strappando dalle mani degli avversari il pass per la finalissima di Coppa Italia. Agli uomini di Raffaele Palladino non è bastato un cuore immenso e la formidabile spinta di una tifoseria che aveva trasformato il pre-partita in un'epica marcia trionfale.
LA BOLGIA E LA GABBIA TATTICA - L'atmosfera che ha preceduto il fischio d'inizio era roba da far tremare le gambe. Il pullman della squadra di casa è stato scortato fino ai cancelli da un impressionante fiume di ultras in motorino, accompagnato sugli spalti da una coreografia mozzafiato che richiamava la fiera simbologia del tifo bergamasco. Presente e rumoroso anche il blocco ospite, compatto nell'intonare cori pro-tecnico e nel contestare aspramente il presidente Claudio Lotito. Sul prato verde, tuttavia, la prima frazione si è rivelata una scacchiera iper-tattica. Bloccate dall'enorme peso della posta in palio, le due formazioni hanno faticato a slegarsi. La Dea ha preso ben presto il pallino del possesso spegnendo le velleità di palleggio romane, ma l'unico vero sussulto è scaturito dal piede di Nicola Zalewski, la cui conclusione scarica non ha minimamente impensierito Motta.
IL VAR E LE RETI STROZZATE - Al rientro dagli spogliatoi, il torpore ha lasciato spazio al fuoco puro. Scoccata l'ora di gioco, l'urlo liberatorio per il tap-in vincente di Ederson è stato brutalmente strozzato dall'intervento della tecnologia: l'arbitro Andrea Colombo, richiamato alla postazione monitor, ha cancellato il vantaggio ravvisando una carica fallosa di Nikola Krstovic ai danni del portiere in controllo. Nemmeno il tempo di riorganizzarsi e le polemiche si sono ribaltate: i capitolini hanno reclamato a gran voce un calcio di rigore per un sospetto tocco col braccio di Giorgio Scalvini durante un duello aereo con Tijjani Noslin, ma il direttore di gara ha valutato l'impatto come regolare, facendo ampi cenni di proseguire.
BOTTA E RISPOSTA DA INFARTO - Il finale dei tempi regolamentari ha squarciato gli equilibri. All'ottantaquattresimo minuto, Alessio Romagnoli ha trovato la girata aerea perfetta su palla inattiva, gelando lo stadio e firmando quello che sembrava il colpo del definitivo ko. Il destino, però, riserva sempre un copione speciale per Mario Pasalic: il centrocampista croato, sporcando un pallone dal limite con la complicità di una netta deviazione di Greg Taylor, ha fulminato l'estremo difensore insaccando il pareggio a ridosso del novantesimo. Nell'infuocato recupero, solo un riflesso sovrannaturale di Motta ha mandato la gara all'extra-time, spingendo sul palo una poderosa incornata a botta sicura di Gianluca Scamacca.
L'ILLUSIONE E LA ROULETTE CRUDELE - I supplementari si sono aperti con un'altra doccia fredda per i lombardi. Al novantacinquesimo, il subentrato Giacomo Raspadori aveva depositato in rete il colpo di testa del delirio, ma l'occhio vigile del VAR ha rilevato un fatale fuorigioco di Davide Zappacosta in fase di preparazione. Sopravvissuti a un altro brivido generato da un'incursione aerea di Romagnoli, i ventidue gladiatori si sono arresi all'ipnotica crudeltà dei tiri dal dischetto. Qui si è materializzato il dramma sportivo per i padroni di casa. Nonostante l'impeccabile trasformazione d'apertura di Raspadori e l'errore di Nuno Tavares, l'Atalanta è sprofondata in un incubo: un monumentale Motta ha respinto le conclusioni in sequenza di Scamacca, Zappacosta, Pasalic e Charles De Ketelaere. I centri chirurgici di Gustav Isaksen e Taylor, che hanno compensato il palo centrato da Danilo Cataldi, hanno mandato i biancocelesti in paradiso.
Per l'Atalanta l'uscita di scena a un millimetro dal traguardo è una ferita atroce e bruciante. I coraggiosi applausi della gente di Bergamo a fine gara certificano l'orgoglio, ma la coppa prende inesorabilmente la via di Roma.
LA SERIE DEI RIGORI
Raspadori (Atalanta, gol); Tavares (Lazio, parato); Scamacca (A, parato); Cataldi (L, palo); Zappacosta (A, parato); Isaksen (L, gol); Pasalic (A, parato); Taylor (L, gol); De Ketelaere (A, parato).
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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